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L'alimentazione di un gatto anziano

Scritto da G. • Venerdì, 18 novembre 2011 • Categoria: Cure del gatto


Con il sopraggiungere dell’anzianità il gatto mostra diversi cambiamenti fisici e comportamentali. La sua dieta ideale è quella razione che permette di prevenire lo sviluppo di patologie croniche o di rallentare il progredire di quelle eventualmente presenti. Le esigenze alimentari di un gatto anziano differiscono da quello di un gatto giovane. Il rallentamento del metabolismo e del movimento fa si che necessiti di una quantità inferiore di calorie. La riduzione dell’attività fisica, infatti, provoca un minore fabbisogno di energia che associato alla diminuzione del metabolismo basale, si traduce in un fabbisogno energetico totale pari al 30-40% .

Inoltre le capacità digestive possono diminuire notevolmente, rendendo necessaria la somministrazione di una dieta altamente digeribile. L’appetibilità gioca un ruolo molto importante perché i gatti anziani, a volte, dimostrano un appetito un po’ capriccioso e hanno anche bisogno di un cibo che si possa masticare facilmente. Anche il livello di fibra nella dieta dev’essere maggiore, per prevenire la costipazione. I gatti anziani, più di altri, sono soggetti alle malattie renali. Poiché l’eccesso di fosforo nell’alimentazione può aggravare la malattia, si consiglia, dopo i 7 anni di età dell’animale, la somministrazione di diete bilanciate a contenuto di fosforo controllato. Esistono alcune tipologie tipiche della terza età che devono essere prevenute o prontamente individuate.

Con l’avanzare dell’età del gatto, invecchia anche il sistema cardiovascolare e diminuiscono l’elasticità dei vasi e la capacità funzionale cardiaca. E’ più facile anche riscontrare l’insorgenza di patologie polmonari e dell’intero albero respiratorio, ed è quindi consigliabile rivolgersi al proprio veterinario ogni qualvolta si osservi una respirazione difficoltosa o si sentano rumori respiratori anomali. Altri organi da tenere sotto controllo sono le orecchie e gli occhi: è possibile che si sia verificato un calo dell’udito e della vista se, per esempio, il gatto non risponde più a richiami abituali come il rumore dei croccantini che ottiene scuotendo la scatola o mostra la tendenza a urtare i mobili. Anche i denti possono presentare dei problemi: è comune rilevare la presenza di tartaro, gengiviti o addirittura accorgersi della perdita di uno o più denti. A causa della diminuzione dell’attività fisica e delle minori necessità caloriche molti gatti anziani tendono ad ingrassare. Un gatto in soprappeso non è solo un gatto goffo, ma un soggetto maggiormente predisposto alle patologie tipiche della senilità.


Quindi, se il proprietario si accorge che il felino pesa qualche chilo di troppo, deve correggere la dieta, diminuendo l’apporto calorico giornaliero, senza però adottare diete troppo drastiche: solo una diminuzione graduale della quantità di cibo avrà l’effetto di far dimagrire il gatto senza che questi ne soffra troppo.
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