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Il mantello dei gatti: argentati

Scritto da G. • Giovedì, 13 ottobre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

I gatti dal mantello più appariscente sono senz’altro gli smoke, gli shaded, i chinchilla e i Silver tabby. Queste varietà hanno in comune il fattore “T”, gene dell’inibizione del colore. In questi mantelli solo la punta di ogni singolo pelo (tipping) è colorata in vario grado e può essere di qualsiasi colore: nero, blu, rosso… Nel mantello smoke il gene non Agouti è associato al gene “I” inibitore del colore che provoca depigmentazione e argentatura del pelo vicino alla radice. Ne risulta un mantello che presenta una stretta banda bianco-argento in prossimità della cute.

Shaded e chinchilla, invece sono mantelli Agouti, e secondo recenti teorie, presentano nel loro genotipo il gene “I” e i poligeni “widebanding genes”. “I” è responsabile della depigmentazione e dell’argentatura alla base del pelo mentre i poligeni “widebanding genes” (“undercoat with genes”) determinano l’ampiezza del sottopelo e agiscono in vario grado (low, medium, high) nel provocare l’allargamento della banda di colore chiaro nel pelo Agouti. Nel mantello shaded solo 1/3 del pelo è colorato mentre nel chinchilla la parte colorata rappresenta appena 1/8 del pelo.

Il Silver tabby altro non è che un gatto tigrato dove il gene “I” ha fatto sparire le bande di colore giallo-grigiastre rendendo il pelo bianco argento, in netto contrasto con le tigrature sovrastanti. Il golden è un gatto in cui il suo colore di base è color albicocca caldo e il tipping (punte colorate) è nero.


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Il mantello dei gatti: con la pezzatura bianca

Scritto da G. • Venerdì, 7 ottobre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

In natura i mantelli con la pezzatura bianca (mantelli bicolori e tricolori) sono molto diffusi. Le macchie bianche possono essere associate a un qualsiasi colore del mantello perché geneticamente vengono trasmesse in modo indipendente. Il gene responsabile delle macchie bianche è dominante e viene chiamato Piebald White Spotting (“S”).

Il bianco può essere associato ad un colore qualsiasi, si aggiunge “e bianco” al nome del colore del gatto così come un gatto nero diventa un gatto nero e bianco, un blue tabby diventa un blue tabby e bianco, ecc. L’espressione di questo gene è condizionata dai poligeni modificatori che possono ampliarne l’azione. Le macchie bianche si manifestano più intensamente se “S” è omozigote (SS) rispetto al suo stato eterozigote (Ss). Se è omozigote la percentuale di bianco sarà maggiore (mantello van SS) rispetto alla sua condizione eterozigote (mantello bicolore Ss). Per questo motivo si usa classificare questi mantelli in base alla percentuale di bianco presente. BICOLORE. Le macchie di bianco e di colore sono variabili, anche se generalmente è bicolore un gatto che presenta da 1/3 a 2/3 di bianco (Ss). ARLECCHINO.

Questo mantello rappresenta una delle più estese rappresentazioni del gene “S”. Il colore è limitato alla testa,alla coda e alle estremità. Questo mantello presenta 5/6 di bianco e 1/6 di colore solido (SS). VAN. E’ il mantello caratteristico del gatto turco in cui si nota la massima espressione del gene “S”, che si trova allo stato omozigote (SS). 


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I tipi di mantello dei gatti

Scritto da G. • Mercoledì, 3 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto
Dal punto di vista genetico il mantello viene classificato in due categorie: corto e lungo. Il mantello originario ha il pelo corto ed è regolato da un gene dominante che in genetica viene simboleggiato con “L”, mentre il pelo lungo è dovuto al suo allele mutante recessivo “l”.

Il Persiano deve quindi il suo lungo e fluente mantello al gene “l”, ma questo gene è responsabile anche del pelo semilungo del Maine Coon, del Sacro di Birmania o del Ragdoll. A determinare le diverse lunghezze sono i poligoni o geni modificatori, geni minori che hanno un effetto individuale decisamente poco rilevante, ma un effetto cumulativo in grado di influenzare in modo considerevole l’azione del gene principale.

Le varie razze di gatti presentano notevoli differenze tra loro, non solo per quanto riguarda la lunghezza del pelo ma anche per struttura e tessitura. Il pelo può essere più o meno folto e abbondante e i tre tipi di pelo (protezione, intermedio e sottopelo) possono essere presenti contemporaneamente o ne può mancare uno, oppure un tipo può prevalere sull’altro, il sottopelo del Persiano è decisamente più abbondante rispetto agli altri.

I mantelli, oltre che per la lunghezza, possono essere classificati in base al colore, al disegno e alla ripartizione del colore sul corpo. Queste suddivisioni possono essere applicate a qualsiasi tipo di mantello e lunghezza, indipendentemente dalla razza. In ogni razza sarà poi lo standard a sancire quali mantelli e pezzature sono riconosciute. Nel Certosino, per esempio, è ammesso solo il colore blu, nel Turco Van solo il mantello con la pezzatura bianca. 


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