I veri amici dell'uomo ...

Il comportamento materno del cane - 3° parte

Scritto da G. • Mercoledì, 22 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

La femmina incinta deve vivere in un ambiente calmo e soprattutto a lei familiare. Non è pensabile un suo trasferimento in piena gravidanza. Occorre evitare visite continue per verificare le sue condizioni. L'alimentazione deve essere adeguata al buon sviluppo fisico dei cuccioli: questa indicazione è fondamentale. I fabbisogni della madre aumentano soprattutto nell'ultimo terzo della gravidanza, quando i feti sono soggetti a una crescita molto rapida.

Alla fine della gravidanza, la cagna ha un aumento di peso dal 15 al 25%. L'apporto supplementare di cibo va dato negli ultimi quindici giorni di gestazione. A partire dalla quinta settimana, e per le successive, bisogna aumentare del 10% la razione. Per svilupparsi, il feto ha bisogno di acqua e proteine. Questo determinerà gli apporti supplementari che sono dovuti alla madre.

Al termine della gravidanza il suo fabbisogno di proteine e quattro volte superiore a quello dei periodi normali: le razioni devono avere proteine pari ad almeno il 30% della materia secca. Ricordiamo che gli alimenti ricchi di proteine sono le uova, il fegato, i latticini. Anche il fabbisogno di minerali risulta aumentato.


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Il comportamento materno del cane - 2° parte

Scritto da G. • Martedì, 21 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Il comportamento materno, con le attenzioni verso il giovane cucciolo, determina l'educazione e lo svezzamento, ma non possiamo trascurare l'importanza dell'uomo che, suo malgrado, impone al cucciolo con un'interazione con la madre, dato che la animale vive in un ambiente umano. L'interazione madre-cucciolo lascierà prestò il posto ai rapporti padrone-cucciolo e occorre saper gestire questo cambiamento senza errori.

La cagna non ha una vera presa di coscienza della propria maternità. Durante la gravidanza i suoi stati emozionali sono essenzialmente di natura ormonale e le sue reazioni sono dettate dall'istinto. Non si può dire la stessa cosa riguardo alla suo atteggiamento verso i piccoli, dopo la nascita. Diventa madre, assolve in pieno il suo ruolo, salvo casi eccezionali. All'allevatore spetta il compito di seguire bene la gravidanza. Fin dal concepimento esiste un rapporto strettissimo tra la madre e il feto, anche se è regolato da uno scambio di sostanze all'interno del corpo della madre e non dalla sua coscienza.

Uno sviluppo comportamentale del cucciolo comincia, quindi, assai prima della nascita e dipende dalle condizioni di equilibrio della madre. Uno stress sofferto dalla madre si ripercuote sul cucciolo mediante secrezione di sostanze che ne modificano l'equilibrio emozionale. La comunicazione fra nascituro e madre avviene tramite e il liquido amniotico nel quale affetto che immerso.


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Il comportamento materno del cane - 1° parte

Scritto da G. • Lunedì, 20 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Il cane è un animale con uno sviluppo incompleto alla nascita. Certe specie di mammiferi, come per esempio alcuni grandi erbovori, partoriscono cuccioli che sono già autonomi, sono in grado di camminare e di seguire la madre che raggiunge il branco. II sistema nervoso del cane invece non ha ancora raggiunto la maturità, il cucciolo nasce sordo e cieco e dipende completamente dalla madre per un certo periodo di tempo.

Il comportamento materno risulta determinante per il futuro equilibrio del cucciolo perché gli assicurerà un corretto risveglio delle facoltà psicofisiche. È quindi fondamentale che la cagna abbia potuto godere di buone condizioni durante la gravidanza e il parto, in modo da poter essere una madre attenta e non stressata. Il vincolo madre-cucciolo rimane molto stretto fino allo svezzamento, cioè intorno alle sette settimane di vita.

In questo periodo la madre è il principale referente del nuovo nato, ma non l'unico: anche la persona che alleva il cucciolo ha una forte responsabilità nell'assicurare il suo futuro equilibrio. Il cucciolo deve essere sottoposto a stimolazioni da parte di sua madre (leccamento, contatto), ma anche a stimolazioni visive, sonore ecc..


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