I veri amici dell'uomo ...

I segnali tipici dell'aggressione del cane agli animali

Scritto da G. • Martedì, 26 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane
Nelle giornate nebbiose vigilate attentamente il gregge, specie se avete agnelli molto piccoli, che possono anche semplicemente addormentarsi dietro un cespuglio e perdere il contatto con la madre per pochi minuti fatali.

Esistono  segni tipici dell’aggressione portata da un cane a una pecora. Difficilmente l’animale aggredito è uno solo: accanto alla carcassa consumata dal pasto dei cani affamati, troverete altri animali abbattuti o feriti.

Il lupo invece non uccide per gioco, ma per fame, inizia il pasto dall’addome della preda con un certo ordine. Il cane talvolta ferisce alla gola  la pecora e dopo averla uccisa ne stacca qualche brandello disordinatamente. A volte ne uccide alcune e ne ferisce altre mordendole dove capita. Una pecora ancora viva, ferita al collo, con la lana strappata, sfinita e terrorizzata, immobile in mezzo al campo è sicuramente stata l’oggetto del gioco spietato del cane.

Se nel gregge ci fosse stato un buon cane da pastore l’evento tragico non si sarebbe verificato.

La denuncia è essenziale. 


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Pompei, prima adozione per uno dei randagi degli scavi

Scritto da G. • Lunedì, 28 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Ricevo e molto volentieri pubblico questa notizia.

Pubblicato il 17 dicembre 2009


Ha trovato una famiglia uno dei randagi che dimora negli scavi di Pompei. È la prima adozione del progetto “(C)Ave canem”, promossa dal commissario delegato Marcello Fiori per risolvere uno dei simboli del degrado e dell'incuria dell'area archeologica. L’annuncio sarà dato ufficialmente all’inizio della settimana prossima, perché non è stato ancora scelto quale sarà il “fortunato” che avrà modo di lasciarsi alle spalle la vita di strada. Per il momento si sa tuttavia che solo che della famiglia che prenderà in consegna il randagio fanno parte anche due bambini. Intanto in queste prime quattro settimane è terminata la prima fase del progetto, quella anagrafica. Sono 31 i cani censiti all’interno degli scavi, anche se sono solo cinque o sei quelli chesi fermano a dormire per la notte. Si va dal pastore tedesco al maremmano fino ai piccoli meticci. Molti dei cani che gironzolano fra le strade della città distrutta dal Vesuvio hanno anche trovato un nome, come Meleagro, Plautus, Vesonius o Polibia, in base alle aree o al personaggio storico proprietario della domus nelle cui vicinanze i cani amano girovagare. Tutti i randagi sono stati sterilizzati e vaccinati e dotati di microchip per essere identificati, a eccezione di cinque. I funzionari della Asl, in collaborazione coi volontari animalisti hanno anche eseguito le analisi del sangue, per verificare la presenza di eventuali malattie e in un caso è stato necessario somministrare delle cure specifiche per curare un caso di leshmaniosi. Le richieste giunte sui tavoli della Lav, che collabora al progetto e ha aperto appositamente uno sportello all’interno dell’area archeologica, sono state numerose. Prima di dare in adozione il primo cane è stato però necessario vagliare i profili degli aspiranti “candidati”, per verificare l’effettiva consapevolezza dell’impegno che comporta il mantenimento di un cane. Fra le domande presentate, la più curiosa è quella di un turista che ha chiesto in adozione Odone, un esemplare di pointer su consiglio di una guida, che lo conosceva per la sua docilità.


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Cani randagi, come lupi, si abbattono sui greggi

Scritto da G. • Lunedì, 9 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

I greggi sono  spesso vittime della furia omicida dei cani randagi inselvatichiti, i quali possono attaccare anche senza necessità di sfamarsi. L’unica difesa possibile è quella di dotarsi di almeno un paio di cani da pastore e per la notte riparate il gregge al chiuso, in ricoveri sicuri.

L’inverno specialmente, scarso di prede, rende i predatori affamati e temerari e impone quindi rigide norme di sicurezza al pastore che non vuole perdere gli animali del proprio gregge.

I danni causati da veri e propri predatori selvatici sono assai rari e poco influenti, mentre i cani randagi, una volta inselvatichiti, rappresentano un grave problema che assume spesso le caratteristiche di un vero e proprio flagello in alcune zone delle nostre campagne.

Può capitare che una volpe o un lupo affamato attacchino un agnello che si è allontanato incautamente dal gruppo. Però, anche nelle zone dove questi due animali sono presenti, non sono sempre loro i responsabili di ciò e quindi non bisogna sempre prendersela con loro ma con chi incivilmente e barbaramente abbandona un amico fedele, il cane, costringendolo a lottare per vivere senza riuscire ad integrarsi in una natura che non può conoscere.

Purtroppo è proprio l’uomo che, a causa della sua scarsa civiltà, trasforma il suo migliore amico in un temibile nemico, spietato e sanguinario. Il cane abbandonato dall’uomo torna alla vita che tanti millenni fa conduceva come lupo, avendo però perduto quei freni naturali che non fanno del lupo un predatore pericoloso.


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