I veri amici dell'uomo ...

Viaggiare con il gatto - 3° parte

Scritto da Eliana Cortassa • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Notizie gatti
È sempre opportuno, quando si parte, portare con sé il libretto sanitario dell'animale, una vera e propria clinica cartella clinica sulla quale oltre alle vaccinazioni annuali, sono riportati i vari trattamenti subiti, interventi, esami di laboratorio, farmaci ed eventuali allergie. Può essere utile, in caso di necessità, conoscere la storia clinica del gatto e fornire informazioni più dettagliate circa la sua salute. Diverso è il caso dei viaggi all'estero.

Per viaggiare in Europa, nei paesi comunitari, è necessario possedere il passaporto internazionale che certifichi l'avvenuta vaccinazione antirabbica e l'identificazione del gatto mediante microchip. I paesi non comunitari e quelli in cui era prevista la quarantena permettono l'ingresso solo ai gatti identificabili mediante microchip, vaccinati nei confronti della rabbia e successivamente testati per verificarne la risposta anticorporale. Prima della partenza, in ogni caso, è opportuno informarsi presso i consolati, le agenzie di viaggio un veterinario circa il corretto iter da seguire.

Oltre ai documenti non bisogna dimenticare alcune attrezzature banali ma di fondamentale importanza. La cassettina igienica e la sabbia sono utili sia per il viaggio sia per il primo giorno di villeggiatura, così come le ciotole e l'acqua da somministrare durante il tragitto. Se non è necessario dare da mangiare al gatto durante il viaggio, è indispensabile, invece, mettergli a disposizione dell'acqua, soprattutto se fa molto caldo.

I gatti non amano i bruschi cambiamenti di cibo, per queste in vacanza è meglio non alterare la loro dieta. Non si può certo pretendere che un gatto avvezzo ad una alimentazione casalinga possa essere improvvisamente alimentato con cibo preconfezionato o secco (in vacanza più veloce e pratico) senza presentare problemi di tipo digestivo.


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L'alimentazione di una cagna che allatta

Scritto da Eliana Cortassa • Venerdì, 30 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Alimentazione: nozioni generali

Uno dei fattori più importanti da tenere in considerazione quando si ha una cagna che allatta è sicuramente l’alimentazione. La produzione di latte richiede un apporto energetico importante e soprattutto molto calcio.

La lattazione è al massimo dalla terza alla quinta settimana successive al parto e poi diminuisce fino ad arrestasi al momento dello svezzamento, cioè verso la settima settimana.

Nel momento in cui viene raggiunto il picco della produzione di latte le necessità energetiche della femmina sono quattro volte superiori al normale, mentre la richiesta di proteine è sei volte superiore.

Bisogna tenere in considerazione che nei primi tempi i cuccioli poppano sette/otto volte al giorno.

Dalla terza alla quinta settimana dovrete quindi apportare:
- una quantità di fosforo, calcio e sostanze minerali tre volte superiori alla norma
– una quantità di lipidi tre volte superiori alla norma
– un quantitativo di proteine sei volte superiore alla norma. 


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La torsione dello stomaco dei cani

Scritto da Eliana Cortassa • Giovedì, 3 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Malattie

La torsione dello stomaco è una patologia gravissima dei cani, che alle volte, se non presi in tempo, può portarli alla morte. Generalmente vengono colpiti i cani di grossa taglia, ma dipende comunque dalla profondità del torace, quindi può succedere anche ad un piccolo cane.

Le cause di tale patologia sono ancora non del tutto note, sembra che colpisca i cani che mangiano una sola volta al giorno, quindi quelli che si "abbuffano", che mangiano velocemente, ingerendo grosse quantità di cibo, es. pasta, pane e che bevono molto durante e dopo il pasto.
I principali sintomi sono: nervosismo del cane e progressivo gonfiore del ventre. Esso tende a vomitare ed a coricarsi in modo da appoggiare il ventre per diminuire il dolore. Perderà anche saliva dalla bocca.

Gonfiandosi in modo così sproporzionato lo stomaco, i polmoni e il cuore vengono sottoposti ad uno shock, portando così problemi respiratori e cardiaci.



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