I veri amici dell'uomo ...

Come fare il bagno al gatto

Scritto da G. • Martedì, 4 febbraio 2014 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto
Il gatto è notoriamente un animale molto pulito che passa buona parte del suo tempo a lavarsi e a lisciarsi il mantello ma, nonostante questo a volte è indispensabile lavarlo.

Non sono solo i gatti che frequentano le esposizioni o quelli che hanno il pelo lungo ad averne bisogno ma sono le precise esigenze di carattere sanitario a richiederlo.

Il gatto deve essere abituato al bagno fin da piccolo. E’ pericoloso fare il primo bagno ad un adulto che potrebbe spaventarsi, reagire in modo isterico e diventare aggressivo. Il gatto può essere lavato in media una volta al mese, frequenza variabile in funzione del tipo di pelo, del colore e della stagione.

Prima del bagno bisogna procurarsi tutto il necessario, cioè lo shampoo adatto al tipo di mantello e al colore, un grande asciugamano, una spazzola, un pettine e un phon. Il gatto deve essere immerso in una bacinella contenente 10-15 cm d’acqua tiepida e frizionato con lo shampoo, facendo bene attenzione agli occhi e alle orecchie.

Deve poi essere sciacquato con abbondante acqua tiepida per rimuovere tutti i residui di shampoo e subito avvolto in un grande telo di spugna. E’ indispensabile una perfetta asciugatura


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Cosa dar da mangiare al gatto?

Scritto da G. • Giovedì, 23 gennaio 2014 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto
Quali sono gli alimenti migliori affinchè il nostro gatto possa crescere sano e forte?

Vediamo una carrellata di alimenti per comprendere bene pro e contro di differenti tipologie alimentari.

Il latte è il primo alimento che viene in mente di dare al gatto.
Il micino lo riceve dalla madre come unica e completa fonte di sostentamento durante il suo primo mese di vita.
Dopo lo svezzamento, verso il 40° giorno di età, alcuni soggetti perdono la capacità di digerirne certi componenti e se glielo si somministra possono manifestarsi episodi di dissenteria. In questi casi è meglio non dargliene più.

La carne è senz'altro l'alimento principale che dobbiamo dare al gatto. Generalmente tutti i tipi di carne vanno bene, ci sono casi in cui alcuni organi possono far vomitare o far venire la dissenteria al gatto. Un esempio può essere il fegato o la milza, che vanno sempre somministrati in quantità modeste perchè sono molto nutrienti.
Il polmone va sempre bene, è però poco nutriente perchè è costituito in gran parte da tessuto fibroso.


Alla carne macinata va preferita quella a pezzetti perchè, la prima forma delle pallottoline appiccicose difficili da deglutire, la seconda invece viene ingerita quasi intera per poi essere vomitata in seguito e rimangiata con calma (in natura è normale perchè spesso i felini selvatici devono mangiare le proprie prede velocemente, le vomitano e le rimangiano in seguito in un luogo più sicuro).
La carne cruda va preferita a quella cotta, anche se la cottura può prevenire la trasmissione al gatto di alcune malattie parassitarie, come la toxoplasmosi.


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Come dar da mangiare al gatto

Scritto da G. • Mercoledì, 8 gennaio 2014 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto
I gatti domestici generalmente si abituano ad uno specifico alimento (magari la stessa marca di cibo in scatola) e diventano schizzinosi nei riguardi di altri alimenti molto utili anche per la sua salute.

I gatti selvatici si procurano il cibo da soli e mangiano topi, uccelli e altre piccole prede, non disdegnano niente e così riescono ad avere un'alimentazione varia.

Essendo un animale carnivoro il gatto mangia volentieri gli alimenti di origine animale, ma è opportuno abituar
lo già da piccolo a mangiare di tutto.

Anche se i cibi preconfezionati in commercio sono già completi di tutti i principi nutrizionali necessari, è utile sapere che molte vitamine
possiedono un effettivo valore nutrizionale solo per un periodo di tempo piuttosto limitato

La quantità di cibo da somministrare al gatto può variare a seconda del tipo di alimento: un mangime secco concentrato, come i croccantini, può bastare in quantità modesta (due-tre cucchiai al giorno). Mentre invece un cibo ricco di acqua e povero di sostanze nutritive, come il riso bollito, può essere somministrato in quantità consistenti.


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Ai gatti fa male mangiare le lucertole?

Scritto da G. • Giovedì, 2 gennaio 2014 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto
Le lucertole fanno male se i nostri gatti le mangiano?

Pare proprio di sì, almeno questo è quanto osservano quasi tutti i proprietari di gatti che vivono fuori città, dove le lucertole abbondano.
In realtà però non c’è nessuno studio che lo provi, probabilmente perchè la ricerca costa e la lucertola non produce business.
Sembra comunque che le lucertole siano leggermente tossiche, e che una volta mangiate facciano vomitare il nostro gatto.

Sicuramente se ne mangia più di due al giorno e di conseguenza vomita parecchie volte, questo non farà di certo bene al nostro amico, che inizierà così a deperire, essere sempre più stanco e pigro.

Bisognerà quindi controllare che non ne mangi più ed eventualmente portarlo dal veterinario per una visita di controllo per la salute. 


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Le fasi della vita del gatto

Scritto da G. • Mercoledì, 1 gennaio 2014 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto
Un gattino appena nato pesa in media 100 g ed è lungo 10-15 cm, è completamente cieco e sordo e si affida al calore per ricercare le mammelle della mamma per mangiare, per scaldarsi e per eliminare le feci e le urine.

Se perde il contatto con la madre, comincia a trascinarsi emettendo miagolii acuti e se non la trova è destinato a morire.

Dopo un paio di settimane apre gli occhi che sono di un colore grigio-blu. Non cammina ancora, striscia e iniziano a spuntare i primi dentini.

Ad un mese di età è in grado di mangiare da solo, cammina tranquillamente, e impara già ad usare la lettiera.
Dopo circa 5 settimane è già in grado di tenersi pulito. 

E' possibile cominciare a fornirgli riso stracotto, carne tritata, pesce e verdure lessate, naturalmente tutto tritato finissimo.
Inizia così lo svezzamento e gradualmente il gattino cercherà meno latte dalla madre fino a rendersi del tutto indipendente.

Dai 6 agli 11 mesi il gattino diventa sempre più indipendente, inizia a giocare e a cercare di “cacciare”.


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Cosa fare quando troviamo un gattino abbandonato?

Scritto da G. • Venerdì, 27 dicembre 2013 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto
Può capitare di trovare un gattino tutto solo, ed è sicuramente un atto di generosità prenderlo e portarselo a casa.
Ma cosa bisogna fare prima di tutto?


Per prima cosa è giusto osservare attentamente tutto il corpo del micino per vedere se esistono anomalie come chiazze senza pelo, secrezioni dagli occhi, dal naso o dalle orecchie. In questi casi bisogna rivolgersi al veterinario.

Anche se questa prassi è consigliabile comunque in quanto i gatti abbandonati generalmente sono deperiti e quindi più soggetti a malattie come micosi o parassitosi


Se il micino è proprio piccolo avrebbe ancora bisogno delle cure che solo la madre è in grado di dargli, ma possiamo tuttavia tentare di sostituirci a lei, ad esempio, per massaggiargli delicatamente il ventre in modo da stimolare la defecazione e l’eliminazione dell’urina e pulirgli la zona genitale con un batuffolo di cotone umido.

Nel caso in cui fosse più piccolo di un mese di età, bisogna tenerlo in un posto confortevole e al caldo (ad esempio vicino ad una borsa dell’acqua calda avvolta in uno straccio di lana), questo perché fino a quell’età non è in grado di regolare la propria temperatura corporea.
Se il micino trovato è di pochi giorni è meglio trovargli una gatta che gli faccia da balia perché è davvero molto difficile che riesca a sopravvivere.


Un gattino sano, durante le prime 2-3 settimane di vita deve solo mangiare e dormire. Se piange o è irrequieto vuol dire che non mangia abbastanza o che ha freddo. Dopo che ha mangiato, l’addome deve essere gonfio ma non sovradisteso… se riceve troppo latte può presentare diarrea.


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Come alimentare un gatto ammalato

Scritto da G. • Lunedì, 2 dicembre 2013 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto
Anche i gatti possono essere affetti dalle nostre malattie più comuni, tipo le allergie, il diabete o essere afflitti da calcoli renali.

Sicuramente è necessario ricorrere ai farmaci specifici quando sono effettivamente necessari, però possiamo comunque adottare un’alimentazione naturale per aiutare gli effetti dei medicinali.
Innanzitutto dobbiamo somministrare il cibo ad intervalli regolari senza lasciarlo sempre a disposizione, tranne in casi specifici su indicazione del veterinario.

Ad esempio quando c’è una carenza di calcio, dovremmo cercare di dargli da mangiare più latte, più formaggio e i gusci d’uovo tritati finemente ed esplorso di più possibile al sole (in modo che la vitamina D possa legarsi al calcio per essere assimilato, succede anche per noi “umani”).


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Il gatto colourpoint

Scritto da G. • Venerdì, 28 giugno 2013 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto
Con il termine colourpoint si intende la tipica colorazione a motivo siamese di alcune razze feline.

Dall'inglese colour (colore) e point (punta) vuol dire punte colorate.
Le punte sono quelle del corpo e vale a dire: muso; orecchie; zampe; coda; genitali nel caso dei gatti maschi.

Il responsabile di questa particolare colorazione è il gene Himalaiano. Per tale motivo spesso si usa dire Gatto Himalaiano per identificare un gatto colourpoint. Il pelo si colora principalmente nelle zone più fredde del corpo (appunto i points), mentre nelle zone più calde (come ad esempio la pancia) tende a rimanere più chiaro. Le zone chiare non sono di un bianco puro, ma appaiono scolorite e della stessa tonalità dei points. Questo gene agisce sul pelo in crescita. Per tale motivo i cuccioli nascono bianchi in quanto nella pancia della mamma si trovano ad una alta temperatura costante su tutto il corpo. Dopo la nascita le zone che si colorano per prima, contemporaneamente alla crescita del pelo nuovo, sono quelle più esposte alla temperatura esterna: le punte delle orecchie.

Alla prima settimana di vita anche la coda e le zampe prendono una sfumatura leggera colorata. La colorazione perfetta e completa in assoluto si ha a due anni di vita del gatto e dopo aver superato almeno una stagione invernale.


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