I veri amici dell'uomo ...

Dimmi che gatto hai... e ti dirò che donna sei

Scritto da Eliana Cortassa • Lunedì, 2 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Notizie gatti
Vi segnalo l'uscita del libro scritto in collaborazione con Viviana De Mitri DIMMI CHE GATTO HAI... E TI DIRO' CHE DONNA SEI edito da Gruppo Editoriale Armenia.


«Cercate di capire il gatto e capirete la donna» recita un detto orientale: le caratteristiche fisiche e caratteriali, i comportamenti, i pregi e i difetti dei mici sono lo specchio di quelli del mondo femminile… e viceversa!

Dimmi che gatto hai... e ti dirò che donna sei si propone come un simpatico gioco per capire la personalità della donna a seconda del gatto che ha scelto come compagno di vita.


L’andatura morbida, flessuosa e aggraziata dell’Abissino ricorda la donna elegante, fine e diplomatica; il Persiano tranquillo e imperturbabile è il gatto preferito dalla matrona amante del comfort e dell’agiatezza; l’Europeo ben si addice alla ragazza della porta accanto; la donna sportiva, scattante e mascolina preferisce vivere con il forte, robusto e instancabile American Shorthair; il quieto e silenzioso Birmano viene scelto dalla new ager tutta meditazione e spiritualità; il Maine Coon, tranquillo, placido e pigro, vive meglio con una donna dal carattere pacifico e sereno.


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Il gatto ideale

Scritto da Eliana Cortassa • Giovedì, 29 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Notizie gatti
Adottare un animale è una scelta molto importante. Tutti i membri della famiglia devono esserne informati, coscienti delle responsabilità che questo comporta e dei bisogni dell'animale. In casa il gatto diventa parte integrante della famiglia, un compagno prezioso per chi ama essere circondato da affetti sicuri e discreti. Rispetto al cane, il gatto presenta dei vantaggi per quanto riguarda le cure e il mantenimento. La sua gestione, infatti, è molto semplice e poco impegnativa: il gatto non deve uscire più volte al giorno per sporcare, non richiede la presenza fisica del padrone per giocare e non soffre se rimane troppo tempo senza vederlo.

Oltre alle necessità quotidiane, come fornire giornalmente un cibo adeguato alle sue esigenze e somministrargli acqua fresca e pulita, occorre solo pettinarlo, farlo vaccinare e curare in caso di necessità. Non tutti i gatti sopportano di essere lasciati soli per lunghi periodi di tempo come, del resto, non tutte le persone amano vivere con un animale troppo indipendente o solitario. Per questo, prima di scegliere un gatto, se non intervengono fattori decisivi di casualità, sarebbe opportuno programmare la scelta, valutando le diverse personalità del gatto e le peculiarità di ogni razza, confrontandole con le reali esigenze del futuro proprietario così da prevedere, a grandi linee, se il nostro futuro compagno potrà soddisfare le nostre aspettative e noi le sue.

Pertanto, prima di tutto, bisogna privilegiare il rapporto in modo tale che si possa instaurare un lungo e duraturo legame, scegliendo un gatto in funzione del suo carattere e non solo delle caratteristiche fisiche. Sarebbe controproducente e addirittura dannoso, per una persona che trascorrere fuori casa la maggior parte della giornata, scegliere come compagno un animale troppo affettuoso e dipendente perché il gatto ne partirebbe. 


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Il gatto è domestico o selvatico?

Scritto da Eliana Cortassa • Mercoledì, 28 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Notizie gatti
Il contatto con l'uomo, l'offerta di cibo le continue manipolazioni, soprattutto tra la seconda e la settima settimana di vita, rendono il gattino particolarmente fiducioso e socievole. E' infatti risaputo che i cuccioli che sviluppano da subito un buon rapporto con l'uomo saranno adulti sereni e sicuri di sè. Eppure il confine tra un gatto di casa e un gatto semiselvatico è piuttosto sottile.

E' sufficiente che il gatto cresca isolato, che la madre nasconda i cuccioli fino a quando non sono perfettamente autosufficienti, che il gattino non possa identificare l'uomo come un fornitore di cibo e di piacevoli attenzioni, che non sia abituato alle sue carezze, per rimanere per tutta la vita un solitario, un po' diffidente, se non, addirittura, aggressivo per paura. La domesticazione non ha soltanto favorito il rapporto con l'uomo, ma ha permesso ancheuna buona socializzazione tra i gatti. E' noto, infatti, come il gatto non ami la vita di gruppo, le gerarchie, la convivenza forzata con altri animali; eppure, sappiamo altrettanto bene che esistono comunità di gatti perfettamente organizzate in cui il tasso di aggressività tra i diversi soggetti è addirittura irrilevante.

Questi gatti, nutriti e curati dall'uomo, non hanno più motivo di competere tra loro per sfamarsi, al punto che non solo dormono nella stessa cuccia, ma è anche possibile vedere madri che non esitano a scambiarsi i cuccioli. Il gatto di casa, grazie alla presenza costante di cibo, non è motivato a portare a termine i suoi rituali di caccia, a girovagare per soddisfare sui bisogni quotidiani. Non avendo queste preoccupazioni è tranquillo e sereno, non teme l'uomo, anzi, lo considera come un enorme gattone, una mamma perfettamente in grado di risolvergli tutti i problemi, di occuparsi di lui e delle sue necessità. 


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Viaggiare con il gatto - 3° parte

Scritto da Eliana Cortassa • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Notizie gatti
È sempre opportuno, quando si parte, portare con sé il libretto sanitario dell'animale, una vera e propria clinica cartella clinica sulla quale oltre alle vaccinazioni annuali, sono riportati i vari trattamenti subiti, interventi, esami di laboratorio, farmaci ed eventuali allergie. Può essere utile, in caso di necessità, conoscere la storia clinica del gatto e fornire informazioni più dettagliate circa la sua salute. Diverso è il caso dei viaggi all'estero.

Per viaggiare in Europa, nei paesi comunitari, è necessario possedere il passaporto internazionale che certifichi l'avvenuta vaccinazione antirabbica e l'identificazione del gatto mediante microchip. I paesi non comunitari e quelli in cui era prevista la quarantena permettono l'ingresso solo ai gatti identificabili mediante microchip, vaccinati nei confronti della rabbia e successivamente testati per verificarne la risposta anticorporale. Prima della partenza, in ogni caso, è opportuno informarsi presso i consolati, le agenzie di viaggio un veterinario circa il corretto iter da seguire.

Oltre ai documenti non bisogna dimenticare alcune attrezzature banali ma di fondamentale importanza. La cassettina igienica e la sabbia sono utili sia per il viaggio sia per il primo giorno di villeggiatura, così come le ciotole e l'acqua da somministrare durante il tragitto. Se non è necessario dare da mangiare al gatto durante il viaggio, è indispensabile, invece, mettergli a disposizione dell'acqua, soprattutto se fa molto caldo.

I gatti non amano i bruschi cambiamenti di cibo, per queste in vacanza è meglio non alterare la loro dieta. Non si può certo pretendere che un gatto avvezzo ad una alimentazione casalinga possa essere improvvisamente alimentato con cibo preconfezionato o secco (in vacanza più veloce e pratico) senza presentare problemi di tipo digestivo.


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Viaggiare con il gatto - 2° parte

Scritto da Eliana Cortassa • Martedì, 20 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Notizie gatti
L'uso del trasportino è obbligatorio anche se si decide di partire in treno. Non su tutti i treni è permesso di viaggiare con un animale al seguito; è bene, dunque, informarsi presso l'agenzia o la biglietteria al momento della prenotazione. A volte, per raggiungere le isole,i mezzi più idonei sono i traghetti. A oggi non esistono norme nazionali o internazionali che regolano il trasporto via mare degli animali; al momento della prenotazione del biglietto, è necessario quindi informarsi presso la compagnia marittima o presso l'agenzia viaggi circa le norme cui attenersi.


Ai gatti, purchè forniti dell'apposito trasportino e del consenso del commissario di bordo, a volte è consentito stare in cabina, ma di regola dovrebbe essere loro riservata un'area appositamente attrezzata. Quasi tutte le compagnie aeree accettano la presenza di animali a bordo. Anche in questo caso, prima della prenotazione occorre informarsi presso gli uffici della compagnia aerea prescelta circa le condizioni richieste per l'imbarco. Un fattore condizionante è la presenza in cabina di altri animali perché, in genere, soggetti di specie diverse non possono essere imbarcati contemporaneamente ed è permessa la presenza di un unico animale.

I gatti vengono trasportati in aereo come bagaglio registrato, cioè sono regolarmente imbarcati nella stiva. Solo se sussistono particolari condizioni, tra cui la prenotazione del volo con un congruo anticipo e la presenza a bordo di un solo animale, può essere consentito il volo dell'animale col proprietario. Esso deve essere condotto come un normale bagaglio a mano, posto per terra sotto il sedile anteriore e rigorosamente chiuso in un trasportino per tutta la durata del viaggio. Le gabbiette, a volte fornite dalle compagnie stesse, hanno dei limiti di dimensioni e di peso stabiliti; non rispettarli comporta il trasferimento dell'animale nel bagagliaio.


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Viaggiare con il gatto - 1° parte

Scritto da Eliana Cortassa • Lunedì, 19 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Notizie gatti
Se il proprietario e impossibilitato a portare l'animale in vacanza, deve cercare per tempo delle persone fidate che possono averne cura durante la sua assenza.

Molte società di servizi offrono personale fidato e specializzato in grado di seguire il gatto direttamente nella sua abitazione, altrimenti occorre prenotare una buona pensione. Una scelta deve cadere su quella che più soddisfa le necessità del gatto e del proprietario. In ogni caso è bene verificare che sia pulita, sicura e che il gatto venga messo in box singolo.

Ci sono i dotate pensioni dotate di ogni comfort, con un veterinario sempre a disposizione e dove l'alimentazione è concordata con il proprietario. Se invece è possibile partire con il gatto, occorre accertarsi che il luogo prescelto sia adatto anche a lui, che nell'albergo o nel campeggio di animali siano ben accetti e che i compagni di viaggio non siano allergici al pelo.

L'automobile è il mezzo più usato, soprattutto per coprire le piccole e medie distanze. Se invece il viaggio è più lungo, conviene fare brevi soste ogni tre ore, rinfrescare il gatto con una pezzuola bagnata e somministrargli dell'acqua.


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Cosa fare quando arriva un gattino in casa?

Scritto da Eliana Cortassa • Lunedì, 31 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Notizie gatti
Nei primi giorni che il gattino arriva a casa nostra, il suo principale “lavoro” è quello di ispezionare minuziosamente il nuovo territorio e a prenderne possesso. Durante la prima perlustrazione è importante che il gatto abbia subito a disposizione la vaschetta igienica con l’apposita sabbietta. Essa dovrà essere collocata in un posto tranquillo, facilmente raggiungibile, e nel posto definitivo. La cassetta non deve essere messa in cucina o vicino alle ciotole del cibo perché i due luoghi devo essere separati. E’ meglio posizionare le ciotole del cibo e dell’acqua per terra per evitare che prenda il vizio di saltare sui mobili.

Un altro accessorio che farà piacere al gattino è una cesta o una cuccia dove andare a dormire. Ne esistono di diverse dimensioni, con i bordi alti o bassi, a forma di igloo, a casetta, imbottite o rivestite. La cuccia deve essere collocata in un luogo asciutto, appartato, lontano da correnti d’aria, stufe e caloriferi. Il gatto ama molto cambiare spesso posto dove andare a dormire: poltrona, divano, letto, ecc.

Non tutti sanno però che questi spostamenti sono strategie sono dettate da un istinto che ha lo scopo di confondere gli odori e le tracce del proprio passaggio. Il suo corredo può essere arricchito di un graffiatolo utile per ridurre i danni ai divani e poltrone quando il gatto vuole affilarsi le unghie. Con l’arrivo  del cucciolo uno dei primi interrogativi è: quale nome gli mettiamo? Se è un animale di razza, sul pedigree è già riportato il nome scelto per lui dall’allevatore, ma si può comunque cambiare.


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Il padrone ideale di un gatto

Scritto da Eliana Cortassa • Venerdì, 7 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Notizie gatti
Non tutte le persone sono adatte a convivere con un gatto. Il rapporto con l’uomo è un legame privilegiato, un amore che non deve essere conquistato con un atto di forza  e neppure con la violenza o la sottomissione, ma alimentato ogni giorno con la dolcezza e il rispetto.

E’ quindi facile capire come solo le persone con una sensibilità molto spiccata possano prediligere un rapporto così paritetico, persone che certamente non sentono la necessità di imporre la propria volontà, che non traggono piacere dall’esercizio del dominio e non sentono assolutamente il bisogno di possedere per essere appagati.

La persona adatta alla convivenza con un gatto, o meglio, la persona che può essere scelta dal gatto per vivere con lui, ha una spiccata attitudine artistica, è un idealistica che ama la libertà di pensiero e di azione. E’ facile che a prediligere il rapporto con un gatto sia quindi una persona indipendente anche dal punto di vista lavorativo. 


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