I veri amici dell'uomo ...

Il gatto per gli allergici

Scritto da Eliana Cortassa • Martedì, 13 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Caratteristiche fisiche del gatto
A volte l’allergia al pelo del gatto costituisce l’unico vero grosso ostacolo all’adozione.

Alcune persone, infatti, alla sola presenza di un gatto, presentano una sintomatologia variabile che va dal banale prurito, dagli starnuti, a forme asmatiche di diversa entità e gravità. Per i veri amanti dei gatti che nonostante ciò vorrebbero adottare un gatto la razza consigliata sono i Rex.

Gli esperti sostengono che questi gatti, in modo particolare il Cornish Rex,il German Rex e lo Sphinx (il gatto nudo), grazie alle sostanziali modificazioni del loro mantello, siano i gatti con il pelo meno allergizzante. Secondo alcuni studiosi il vero responsabile dell’allergia sarebbe l’allergene Fel d1 prodotto dalle ghiandole sudoripare e sebacee.

E’ il gatto stesso, con il leccamento durante le fasi della pulizia del pelo, a distribuire questa sostanza (particolarmente concentrata sulla pelle e alla base del pelo) su tutto il mantello e nell’ambiente, quando perde il pelo. 


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I colori del mantello del gatto - 2° parte

Scritto da Eliana Cortassa • Mercoledì, 10 febbraio 2010 • Commenti 2 • Categoria: Caratteristiche fisiche del gatto
Vediamo altri due tipi di colore del mantello del gatto: squama di tartaruga e bianco.

SQUAMA DI TARTARUGA. I gatti possiedono 38 cromosomi: 36 autosomi identici e due cromosomi sessuali, XY il maschio e XX la femmina. I geni che portano i pigmenti colorati, “O” (orange) e “o” (non orange) sono situati sul cromosoma sessuale X, mentre il cromosoma sessuale Y non possiede il locus del gene “O”. Per questo motivo un gatto maschio potrà essere solo rosso oppure non rosso (cioè nero), una femmina, invece, avendo due cromosomi X potrà essere rossa, non rossa (cioè nera) oppure rossa e nera contemporaneamente. La squama di tartaruga, quindi non può essere che femmina perché solo in questo caso (XX) il rosso (“O”) e il non rosso (“o”) possono essere presenti contemporaneamente. Se nasce un maschio di questo colore è quasi sempre sterile.

BIANCO. Il gene “W” (White), responsabile del colore bianco, è un gene molto particolare in quanto epistatico e dominante. “W” è epistatico, cioè nasconde gli effetti di tutti gli altri geni responsabili del colore e della sua ripartizione: in pratica un gatto bianco altro non è che un gatto di un colore qualsiasi “coperto” di bianco. Un gatto bianco omozigote (WW) produrrà solo cuccioli bianchi mentre accoppiando due gatti bianchi eterozigoti (W-) potremmo ottenere il 75% di cuccioli bianchi e il 25% di cuccioli colorati.


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I colori del mantello del gatto - 1° parte

Scritto da Eliana Cortassa • Martedì, 9 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Caratteristiche fisiche del gatto

Vediamo i primi due colori tipici del mantello dei gatti: i colori self e il rosso.


COLORI SELF. I gatti con il mantello di un unico colore, chiamati anche self o solidi, sono riconosciuti in numerosissime  varietà e sfumature di colore. Grazie al lavoro dei selezionatori, sono stati raggiunti risultati straordinari per ciò che concerne il tipo morfologico, la qualità e la tessitura del mantello. Questi mantelli (black, blue, chocolate, lilac…) non presentano tigrature e il colore di ogni singolo pelo è uniforme dalla base alla punta del pelo.

Il colore è determinato dall’azione dei geni della colorazione, che permettono la produzione di granuli sferici di eumelanina responsabili del colore nero-bruno. Il gene “B” Black è responsabile del colore nero e ha due mutanti recessivi: “b” responsabile del colore chocolate, e “bl” che provoca il colore cinnamon. In presenza del gene della diluizione il black diventa blue, il chocolate lilac e il cinnamon fawn.



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I tipi di mantello dei gatti

Scritto da Eliana Cortassa • Mercoledì, 3 febbraio 2010 • Commenti 2 • Categoria: Caratteristiche fisiche del gatto
Dal punto di vista genetico il mantello viene classificato in due categorie: corto e lungo. Il mantello originario ha il pelo corto ed è regolato da un gene dominante che in genetica viene simboleggiato con “L”, mentre il pelo lungo è dovuto al suo allele mutante recessivo “l”.

Il Persiano deve quindi il suo lungo e fluente mantello al gene “l”, ma questo gene è responsabile anche del pelo semilungo del Maine Coon, del Sacro di Birmania o del Ragdoll. A determinare le diverse lunghezze sono i poligoni o geni modificatori, geni minori che hanno un effetto individuale decisamente poco rilevante, ma un effetto cumulativo in grado di influenzare in modo considerevole l’azione del gene principale.

Le varie razze di gatti presentano notevoli differenze tra loro, non solo per quanto riguarda la lunghezza del pelo ma anche per struttura e tessitura. Il pelo può essere più o meno folto e abbondante e i tre tipi di pelo (protezione, intermedio e sottopelo) possono essere presenti contemporaneamente o ne può mancare uno, oppure un tipo può prevalere sull’altro, il sottopelo del Persiano è decisamente più abbondante rispetto agli altri.

I mantelli, oltre che per la lunghezza, possono essere classificati in base al colore, al disegno e alla ripartizione del colore sul corpo. Queste suddivisioni possono essere applicate a qualsiasi tipo di mantello e lunghezza, indipendentemente dalla razza. In ogni razza sarà poi lo standard a sancire quali mantelli e pezzature sono riconosciute. Nel Certosino, per esempio, è ammesso solo il colore blu, nel Turco Van solo il mantello con la pezzatura bianca. 


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Il pelo del gatto

Scritto da Eliana Cortassa • Martedì, 2 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Caratteristiche fisiche del gatto
Nel gatto il mantello non ha soltanto un ruolo mimetico od ornamentale, ma svolge un compito molto importante  nella regolazione della temperatura corporea, nella percezione sensoriale e nella comunicazione sociale e sessuale.

Indipendentemente dalla razza, la pelliccia deve rispondere a precise esigenze di protezione contro le aggressioni esterne, impermeabilizza e isola, e riveste anche una precisa funzione di adattamento dell’animale all’ambiente.

Indipendentemente dalla lunghezza, il pelo è classificato in primario  (o pelo di protezione), che è lungo, ruvido e spesso; intermedio, che ha un ruolo isolante e di protezione; sottopelo, che è corto, fine e soffice al tatto, e ha la funzione di mantenere il corpo al caldo.

In funzione della lunghezza, il mantello del gatto viene giudicato ai fini estetici in lungo, semilungo e corto.
Il gatto a pelo lungo: l’unico gatto a pelo lungo è il Persiano, in tutte le varietà di colore e in tutte le sfumature. Grazie al suo lungo, fluente e setoso mantello, è forse uno dei gatti dall’aspetto più accattivante. La sua gestione richiede cure costanti.
Il gatto a pelo semilungo. In questa categoria ricadono il Balinese, Il Sacro di Birmania, il Turco, ecc.. Il loro mantello, semilungo, morbido e setoso, non tende ad annodarsi e richiede meno cure rispetto a quello del Persiano. 


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Le taglie dei gatti

Scritto da Eliana Cortassa • Venerdì, 15 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Caratteristiche fisiche del gatto

A differenza dei cani, le forme e le razze dei gatti sono di dimensioni abbastanza simili.

I tipi base sono tre:

- gatto robusto con corporatura tozza, zampe corte e grosse, spalle e fianchi larghi, testa corta e rotonda.

– gatto muscoloso con zampe di media lunghezza, spalle e fianchi normali, testa di media lunghezza con struttura in parte arrotondata.
 





– gatto snello presenta zampe lunghe e magre, fianchi e spalle strette e il muso leggermente a forma di cuneo.


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Organo di senso del gatto: i baffi

Scritto da Eliana Cortassa • Domenica, 6 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Caratteristiche fisiche del gatto

Continuiamo a vedere gli organi di senso del gatto.
Vibrisse. Con questo termine vengono chiamati i baffi e le sopracciglia del gatto: si tratta di peli grandemente ispessiti e ingrossati, localizzati sulle guance e sul mento, nonché sulla parte terminale delle zampe anteriori.

La loro funzione non è ancora del tutto chiara, ma sembra abbiano un ruolo tattile importante: nell’oscurità funzionano come delle vere e proprio antenne in grado di localizzare e identificare oggetti che l’animale non è in grado di vedere.

Alcuni ritengono inoltre che, abbassate a contatto con il suolo, permettono al gatto di rendersi conto di eventuali ostacoli, facilitandone lo spostamento notturno.

Organo di Jacobson. Vi sarà certamente capitato di osservare il vostro gatto atteggiare il muso in una smorfia molto caratteristica provocata dall’arricciamento del labbro. Grazie a questo particolare atteggiamento riesce a mettere in contatto l’organo vomeronasale di Jacobson con particolari sostanze chimiche molto probabilmente connesse alla funzione sessuale. 


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Organo di senso dei gatti: udito, gusto, olfatto

Scritto da Eliana Cortassa • Sabato, 5 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Caratteristiche fisiche del gatto

Vediamo gli altri organi di senso del gatto.

Orecchie. Il gatto deve possedere una buona vista e ovviamente un buon udito. La struttura del padiglione auricolare permette ai felini di distinguere la qualità del suono e la direzione di provenienza, individuando di conseguenza dove si trova la preda da cacciare.

Il gatto percepisce suoni di frequenza particolare e tra questi anche minime differenze. La capacità uditiva del gatto inizia a calare dopo i 3 anni di vita e diminuisce progressivamente dopo i 4 anni e mezzo.

Naso. Olfatto e gusto hanno un ruolo importantissimo nelle funzioni vitali del gatto, e sono molto più sensibili rispetto a quelli umani. Le terminazioni olfattive del gatto possono arrivare a 19 milioni, quelle dell’uomo non superano i 5 milioni.

L’olfatto del gatto è sensibile ai composti azotati, il che gli permette di valutare, nell’atto del mangiare, se un determinato cibo è deteriorato o meno.

Lingua. Come abbiamo già accennato, in tema di gusti alimentari il gatto ha esigenze più selettive e raffinate di quelle in genere presentate dal cane. La lingua del gatto è interamente ricoperta di papille con funzioni diverse che sono costituite da una sostanza simile a quella degli artigli e che la rendono così caratteristicamente rugosa.

Il senso del gusto è tanto più sviluppato quanto più l’animale è giovane: così un gattino nato da pochi giorni avrà un senso del gusto assai elevato che andrà riducendosi man mano che cresce e quindi invecchia. 


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