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La toxoplasmosi: cause, sintomi e gravidanza

Scritto da G. • Mercoledì, 21 ottobre 2009 • Categoria: Emergenze Cane



 
La toxoplasmosi è una malattia causata da un parassita di piccole dimensioni, il Toxoplasma condii. Il gatto viene a contatto con questo parassita mangiando carne cruda, o topi o uccelli o altri animali infetti.

In realtà i sintomi dell'infezione da toxoplasma nei gatti spesso non sono evidenti. Solo gatti particolarmente deboli o anziani possono resentare un aumento della temperatura corporea, depressione del sensorio, mancanza di appetito. In alcuni rari casi, specialmente  nei gatti immunodepressi (FIV, FeLV ecc.) contrarre la Toxoplasmosi può portare al gatto a malattie più gravi, come polmonite, insufficienza epatica da epatite con vomito, diarrea, ingrossamento dei linfonodi, infezioni agli occhi e disturbi neurologici.

Una volta infetto il gatto espelle gli oocisti nelle feci, le quali nel giro di qualche giorno possono diventare infettive per l’uomo e per altri animali e rimangono tali nell’acqua o nel terreno umido per circa un anno.

Oltre che il contatto diretto con le feci dell’animale infetto, il contagio può avvenire per via indiretta, come durante la pulizia della lettiera dell’animale o durante il giardinaggio. Gli ortaggi possono essere contaminati dalle feci di animali infetti e anch’essi, se non opportunamente lavati o cotti, possono rappresentare un veicolo di trasmissione. Ma anche mangiare carne cruda infetta può essere una fonte di trasmissione.

Generalmente la maggior parte delle persone che contraggono l’infezione non ha sintomi perché il sistema immunitario è in grado di controllarla. Al contrario, le persone che hanno problemi del sistema immunitario possono contrarre una malattia anche grave, e le donne in gravidanza possono trasmettere l’infezione al feto con gravi conseguenze. Infatti se una donna contrae l’infezione per la prima volta durante la gravidanza, la toxoplasmosi rappresenta un rischio soprattutto per il feto


e
Il parassita responsabile dell’infezione può facilmente attraversare la placenta provocando conseguenze gravi nel feto come malformazioni, calcificazioni cerebrali, aborto spontaneo o morte intrauterina.
Non sempre, però, l’infezione della donna in gravidanza viene trasmessa al
feto.
La probabilità di trasmissione da madre a figlio passa dal 20 al 64 per cento dal primo al terzo trimestre di gravidanza.
D’altra parte più l’infezione è precoce tanto più gravi possono essere i danni
provocati al feto.

Sicuramente alle donne incinte che non hanno ancora mai contratto la malattia si consiglia di  lavarsi molto bene le mani, non mangiare carne cruda, compreso il prosciutto crudo, e di non mangiare verdure crude se non dopo averle lavate molto ma molto accuratamente.
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