I veri amici dell'uomo ...

Il levriero

Scritto da G. • Giovedì, 12 dicembre 2013 • Categoria: Razze canine


Le origini del levriero sono da ricercarsi nelle radici stesse della civiltà umana, quella del cane inseguitore, che accompagna gli uomini e li aiuta nella caccia raggiungendo e uccidendo di norma la preda aspettando l'arrivo dei cacciatori.

Il nome deriva infatti da leporarius cioè cane adatto a cacciare le lepri. Questa attività è stata senz'altro una delle prime forme di specializzazione che hanno dato origine alle diverse razze canine.

Le forme più antiche sono probabilmente quelle che ritroviamo rappresentate già molte migliaia di anni fa, ai tempi dell'antico Egitto, e pressoché invariate in alcune razze odierne come il pharaoh hound, il podenco ibicenco ed il cirneco dell'Etna.
Da questi primitivi cacciatori, un breve passo portò ad una specializzazione ulteriore che diede origine ai levrieri mediorientali (Sloughi - nella foto - e Saluki, il levriero persiano) e a quelli nordafricani (Azawakh, il levriero del Mali). La successiva diffusione nei diversi continenti portò i levrieri ad adattarsi ai diversi climi (si pensi al folto mantello dell'afgano Tazi), e alle diverse prede (i "cacciatori di lupi" per eccellenza sono il grande Borzoi russo, e soprattutto il gigantesco irish wolfhound).

L'impiego nei cinodromi affinò ulteriormente la selezione in funzione della velocità pura; nacquero così razze iperspecializzate, come il whippet (il cane più veloce, in grado di raggiungere i 75 km/h) e il greyhound, anch'esso veloce ma con più resistenza. 

Ciò che caratterizza i levrieri è la testa piccola quanto una coppa di champagne e il fisico snello ed atletico, per lo più di taglia medio-grande, una conformazione sviluppata per ottenere i migliori risultati con il loro particolarissimo stile di caccia: l'inseguimento della preda a vista: essi infatti, cercano la preda con gli occhi, ed in misura minore con le orecchie, a differenza di altre razze che seguono le piste (segugi), o cercano direttamente l'odore del selvatico, segnalandone la presenza al cacciatore con la tipica posizione di punta (cani da ferma). Individuato l'obiettivo, sia esso un animale selvatico, o un fantoccio mosso meccanicamente nelle gare di Racing o Coursing, i levrieri si lanciano al suo inseguimento.

Vedi anche:
Levriero italiano
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