I veri amici dell'uomo ...

L'educazione di un gatto: le regole di base

Scritto da G. • Mercoledì, 22 febbraio 2012 • Categoria: Cure del cane


Prima regola. A un gatto fanno più effetto le ricompense che le punizioni.

Seconda regola. Non confondetelo. Cercate di usare termini brevi e precisi e ripetete sempre quelle stesse parole senza mai cambiarle. Quando lo sgridate siate assolutamente seri e determinati ed esigete dai componenti della famiglia la stessa fermezza e serietà.

Terza regola: cercate di non eccedere. Se reprimete in maniera troppo severa certi comportamenti del vostro micio il rapporto con lui si può deteriorare rapidamente.

Quarta regola. Siate tempestivi; a un gatto intelligente di solito afferra prontamente ciò che volete comunicargli, ma dovrete essere assolutamente tempestivi. E’ inutile sgridarlo se ha rovinato le tende del soggiorno mentre sta mangiando la sua pappa o sta schiacciando un pisolino sul davanzale; lui si è già belle che dimenticato delle tende e non capirà mai perché prima lo chiamate per mangiare e poi gli dite di non farlo. Può andare bene il “no”, da evitare le pene corporali. Ancora meglio sono i deterrenti indiretti: un rumore molto forte o una spruzzatina d’acqua al momento giusto fanno su di lui più effetto che un rimprovero secco e deciso o una pacca. Il gatto infatti, identificherà il fastidio che prova con l’azione che stava compiendo e, se sarete costanti nel riproporglielo ogni volta, imparerà a non ripetere più quello che stava facendo. Cercate però di non esagerare, se questi “disturbi” dovessero essere eccessivamente ripetuti il gatto potrebbe attribuirli a un nemico nascosto che lo minaccia continuamente e potrebbe diventare guardingo e nervoso.

Tenete poi presente che per il gatto il cibo è un incentivo importantissimo e si sentirà altamente motivato a comportarsi in un determinato modo se l’obiettivo da raggiungere è un boccone ghiotto. Non pensate mai che il gattol (al pari qualsiasi altro animale) impari i concetti di “bene” e “male” così come li consideriamo da un punto di vista umano. Dal loro punto di vista esistono cose “accettabili” e cose “non accettabili”. I gatti difficilmente provano rimorso per qualcosa che hanno fatto, ma considerano gli avvenimenti usando come unità di misura il proprio grado di benessere e di sicurezza. Faranno qualcosa solo se si convinceranno che possono trarne un effetto benefico e, viceversa, smetteranno di comportarsi in un determinato modo solo se si convinceranno che il risultato per loro è controproducente.


Cercate allora di essere estremamente pazienti e siate disposti a ripetere tutto da capo anche dopo i primi positivi risultati; se così farete le soddisfazioni non mancheranno e potrete trarne benefici sia voi stessi che il micio.
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