I veri amici dell'uomo ...

Il levriero italiano

Scritto da G. • Mercoledì, 30 gennaio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Razze canine
Le origini del Piccolo Levriero Italiano sono molto antiche: sono stati ritrovati scheletri fossili di cani molto simili all’attuale, risalenti a circa 5000 anni fa in Egitto, dove si ritiene che la razza abbia avuto origine.

Dall’Egitto, all’antica Grecia e poi all’Italia il passo è breve: abbiamo testimonianze della presenza di levrieri di piccola taglia in rilievi, sculture e affreschi sia etruschi che romani, oltre che alcune testimonianze scritte.

Lo vediamo così attraversare il Medioevo (lo troviamo dipinto persino da Giotto) per poi approdare a quella che è stata probabilmente la sua età d’oro, vale a dire il Rinascimento, quando è stato ritratto da artisti come Michelangelo, e successivamente da molti altri pittori (ad esempio Giambattista Tiepolo); sappiamo inoltre che numerosi personaggi importanti della Storia, nonché dame illustri e letterati, hanno posseduto piccoli levrieri (Federico il Grande e Caterina II di Russia per fare due nomi).


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Il levriero persiano

Scritto da G. • Mercoledì, 30 gennaio 2013
Il saluki o levriero persiano è forse la più antica fra le razze canine conosciute.

Come razza pura, la sua storia si può far risalire di quasi 7000 anni.
Largamente ammirato per la sua bellezza, velocità e resistenza il Saluki ha viaggiato nella storia attraverso il medio-oriente con le tribù nomadi del deserto; difatti l'habitat e l'origine della razza includevano una regione compresa tra il Sahara e il mar Caspio.

Come risultato diretto, i tipi variavano in questa vasta area, principalmente nella taglia e nel mantello. Il Saluki, come tutti i levrieri fa parte della famiglia dei "cacciatori a vista" (sighthound in inglese).

Il Saluki è stato impiegato storicamente come cane da caccia veloce che operava in branchi. In medio-oriente, i cani erano spesso considerati impuri, ma il Saluki era molto apprezzato dai Beduini per il "bacio di Allah", una macchia bianca sul cane.
Talvolta i cani cacciavano in tandem con i falchi: quest'ultimi trovavano la preda e poi il Saluki la raggiungeva.

I Beduini in medio-oriente apprezzavano tale razza e li selezionavano secondo criteri estetici e di funzionalità nella caccia; essi dormivano con i padroni nelle tende per proteggersi dal calore del giorno e dal freddo della notte.


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Il levriero del Mali

Scritto da G. • Mercoledì, 30 gennaio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Razze canine
L'Azawakh è una razza canina originaria del Mali.

Il nome della razza deriva da un luogo africano situato tra il Niger e il Mali, l'Azawakh appunto, detto anche Azawad.

I primi ad utilizzare questa razza furono i Tuareg, ma è arrivata in Europa tramite i francesi: infatti la Francia è la nazione dove la razza si è diffusa maggiormente.
I primi accoppiamenti volti a formare la razza cominciarono nel 1970.

L' Azawakh è un cane molto indipendente, riservato e schivo, a volte quasi snob ma allo stesso tempo estremamente affettuoso con coloro che riusciranno a conquistarne la fiducia. Non dà confidenza agli estranei.
Poco diffuso in Europa, originariamente era utilizzato per cacciare gazzelle e lepri dai Tuareg, è anche ottimo cane da guardia.

Le forme sono slanciate ed eleganti, con la struttura che spesso entra in un rettangolo. Le orecchie sono cadenti e a forma di triangolo, la testa è stretta e sottile e il cranio è piatto. Il tartufo è molto scuro e ha grandi narici.


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Il levriero russo

Scritto da G. • Mercoledì, 30 gennaio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Razze canine
Il levriero russo o Borzoi è una razza di cane appartenente al gruppo dei levrieri, il suo nome, Russkaja Psovaja Borzaja, significa "cane rapido a pelo lungo".

Per molti secoli la storia del Borzoi è stata legata alla storia degli Zar di Russia, non poteva essere acquistato ma solo donato dagli Zar.
Il Granduca Nikolaj Nikolaevic ne fu un grande allevatore, ne possedeva centinaia, nel suo canile privato.

Con la caduta degli Zar il numero dei Borzoi in Russia calò drasticamente, ma i nobili in fuga dalla rivoluzione russa riuscirono comunque a salvarli e ad esportarli nel resto d'Europa, garantendo così la sopravvivenza della razza.

A dispetto della sua mole il Borzoi è una cane calmo e riflessivo, si scatena solo alla vista della selvaggina o quando gli si dà la possibilità di correre coi suoi simili.

Non deve mostrare aggressività o dominanza verso le persone e generalmente non sono cani territoriali, sono quindi inadatti alla guardia come la maggioranza dei levrieri.


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Il gatto d'Angora Turco

Scritto da G. • Mercoledì, 30 gennaio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Razze feline
È documentato che attorno al 1400 si tenessero in Vicino Oriente fiere alla quali partecipavano gatti a pelo semilungo da molte regioni mediterranee e asiatiche.

In alcuni documenti di queste fiere si fa menzione a gatti originari della Turchia, dotati di pelo setoso e fluente.
Più tardi, attorno al 1600 cominciarono ad arrivare in Europa gatti a pelo lungo, quali omaggi alla nobilità e alle casate reali da parte di sultani turchi. Il Fabri de Peiresc importò in Francia parecchi esemplari e stabilì un fiorente e rinomato allevamento verso la metà del Seicento.
I suoi gatti vennero acquistati dai reali di Francia, da Richelieu e da gran parte della nobiltà francese.

Il Della Valle in Italia tentò un progetto simile ma non ebbe successo. Con il passare degli anni i gatti "francesi" (anche noti come al tempo come gatti d'Angora) spopolarono nei ceti alti di tutta Europa e approdarono anche in America.

Alla fine dell'Ottocento però il gusto dei catofili di tutto il mondo si orientò verso gatti più rotondi e massicci e i cosiddetti Angora vennero incrociati con altri gatti per creare il Persiano. La nascita del Persiano portò l'Angora all'estinzione in Europa e in America.

In Turchia la situazione era poco differente all'epoca. Il governo turco stimolato da una credenza popolare secondo cui il grande statista Ataturk si sarebbe reincarnato in un gatto a pelo semilungo bianco, dichiarò la varietà bianca tesoro nazionale, fece internare tutti gli esemplari negli zoo turchi e promosse un rigoroso programma di protezione e di allevamento.


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Le leggende sul gatto d'Angora Turco

Scritto da G. • Mercoledì, 30 gennaio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto
Il gatto Angora Turco è un piccolo felino di razza originario della Turchia e caratterizzato da eccezionale eleganza, dal pelo lungo e sericeo, e da un carattere molto vivace, comunicativo e socievole.

Le origini dell'Angora Turco sono molto antiche e si possono, forse, far risalire sino al XV secolo.

Fino al 1930 si hanno solo poche notizie, sporadiche e indiziarie, mentre la storia comincia ad avere contorni nitidi dalla terza decade del XX secolo, quando il governo turco proclamò la variante bianca tesoro nazionale e iniziò un programma di protezione e allevamento presso gli zoo di Ankara, Izmir e Istanbul.

Attorno a questi gatti gravitano anche molte leggende, per lo più di origine turca. La più antica riporta che il gatto amato da Maometto fosse un gatto a pelo lungo rosso, di nome Muezza.

Sembra anche che la regina di Francia Maria Antonietta avesse gatti d'Angora, e la cosa è probabile, e che, alla vigilia della rivoluzione francese, li affidò ad una persona fidata affinché li salvasse portandoli in America. Lei non li raggiunse mai, ma la leggenda narra che da quei gatti sarebbe poi nato il Maine Coon.


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Il levriero afgano

Scritto da G. • Mercoledì, 30 gennaio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Razze canine
Il levriero afgano come viene comunemente chiamato in occidente, o Tazi, come è chiamato in oriente, è un cane che appartiene alla famiglia dei levrieri.

Le origini della razza sono antichissime e vengono fatte risalire al 1000 a.C., nella zona dell'attuale Afghanistan.
Come tutti i levrieri, il levriero afgano è stato selezionato come cane da caccia.

In Europa questo cane fu introdotto sul finire dell'800, portato, secondo la tradizione, dai soldati di ritorno dalle Guerre Anglo-Afgane.
La razza, inizialmente disomogenea fra gli esemplari, è stata poi uniformata come taglia.

Il levriero afgano è un cane di rara nobiltà, con temperamento fiero e generoso. Intelligente e curioso, dimostra sensibilità e un affetto misurato verso il proprio padrone. Ricco di insospettata vitalità e di allegria.


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Le feci dei gatti

Scritto da G. • Mercoledì, 30 gennaio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane
I gatti in natura scelgono dei luoghi con terra molle per depositare i loro escrementi.

Li coprono in seguito con della terra, grattando con le loro zampe anteriori. L'odore degli escrementi innesca il loro interramento; ciò permetteva al gatto allo stato selvatico di non far individuare il proprio odore dai predatori e di diminuire i rischi di infezioni da parassiti.
Questo è un atteggiamento quasi istintivo e viene inculcato dalla madre ai cuccioli molto presto.

Il gatto produce escrementi una o due volte al giorno ed urina fino a cinque volte al giorno, senza contare le attività di marcatura urinaria del territorio. Quest'ultimo comportamento è riconoscibile perché il gatto alza la coda e rivolge la schiena verso l'oggetto che intende marcare.

Anche la defecazione è utilizzata come marcatura del territorio quando gli escrementi vengono depositati ben in vista nei luoghi di passaggio dei gatti (per esempio sopra un ceppo).


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