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La sterilità nel cane

Scritto da G. • Lunedì, 30 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

La definizione esatta di sterilità non riguarda soltanto l’incapacità a riprodurre, ma anche di dare alla luce dei cuccioli vitali. Questo caso si verifica spesso nelle femmine che procreano prima dei 2 anni di età, ma è evidente che, anziché parlare di sterilità, sarà più opportuno parlare di una mancanza di maturità.

Le cause della sterilità nella femmina

- L’età: la femmina dovrà naturalmente essere entrata nella pubertà per dare alla luce una cucciolata. L’età della pubertà varia in funzione delle razze e dei soggetti.

- L’assenza di calori: possono essersi verificati cicli normali e regolari seguiti da un’interruzione dei cicli

- I periodi di calore troppo ravvicinati: pur comparendo ogni 3 mesi, la femmina rimane sterile

- Le infezioni: è indispensabile un esame ginecologico prima di ogni accoppiamento

- L’accoppiamento: questa fase potrebbe non verificarsi correttamente, a causa di dolore nel maschio o nella femmina, di inesperienza, di una cattiva scelta del momento o di un problema psicologico che può colpire entrambi gli animali.

Le cause della sterilità nel maschio

- Il maschio può essere inesperto, stressato, affaticato, segnato dal ricordo di una brutta esperienza.

- Il maschio non è attirato dalla femmina in calore. L’erezione non avviene e se avviene non è sufficiente. La mancanza di sviluppo degli organi genitali, derivante spesso dalla consanguineità, è all’origine di questa disfunzione. Anche l’iniezione di ormoni non procura alcun beneficio.



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L'eclampsia nella cagna

Scritto da G. • Giovedì, 26 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

La crisi di eclampsia si manifesta con la comparsa di convulsioni nella madre, dovute a una ipocalcemia. I primi sintomi si fanno evidenti nella terza settimana di allattamento.

La femmina presenta uno stato ansioso, geme, respira affannosamente, le sue membra irrigidiscono.

E’ necessario praticarle immediatamente un’iniezione di calcio e, successivamente, l’apporto di calcio dovrà essere aumentato. Poiché l’allattamento necessita, da parte dell’organismo femminile, di molto calcio, se l’apporto non è sufficiente la femmina soffre di ipocalcemia.


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Problemi dell'allattamento: la mancanza del latte

Scritto da G. • Domenica, 22 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

La femmina può presentare l’agalassia, cioè la mancanza di latte. Si offrono quindi due possibilità: l’allattamento per mezzo di un’altra femmina in periodo di lattazione, oppure l’allattamento artificiale.

L’allattamento per mezzo di un altro cane

Affinché la femmina che sostituisce la madre possa allattare i cuccioli, è necessario che abbia partorito pochi cuccioli. Poiché la composizione del latte si modifica nel corso dell’allattamento è importante che la femmina sostitutiva si trovi nello stesso stadio di allattamento di quello della madre dei cuccioli. Possono però presentarsi numerose difficoltà, poiché non è istintivo, per il cane, prendersi cura dei cuccioli altrui.

L’allattamento artificiale

E’ spesso l’unica soluzione da prendere in considerazione. In questo caso potrete fare uso di latte specifico per i cuccioli o rendere il latte di vacca il più simile possibile a quello materno. L’allattamento artificiale è obbligatorio fino all’età di 6 settimane. Le prime 3 settimane sono senz’altro le più difficili. Il latte della madre è molto diverso dal latte vaccino, essendo molto più grasso, e perciò è impossibile mischiare i due tipi di latte.

Si possono invece aggiungere altri elementi al latte di vacca:

- 600 gr di latte di vacca intero + 10 uova intere + 20 gr di polvere di midollo osseo;

- 800 gr di latte di vacca + 200 gr di panna fresca + 1 tuorlo d’uovo + 6 gr di polvere di midollo osseo;

- 1 bicchiere di latte di vacca intero + 1 bicchiere di panna fresca + 1 tuorlo d’uovo.

La quantità da somministrare dipende dal peso dell’animale. Per un cucciolo che alla nascita pesa 400 gr sono necessari 8 pasti al giorno nei primi 2 giorni, composti ogni volta da 14 ml di latte (potrete quindi dargli un pasto ogni 2 ore, sospendendo tre le 23 e le 5); dal 3° giorno al 7°, 6 pasti al giorno da 25 ml; dall’8° al 16° giorno, 5 pasti al giorno da 40 ml; dal 17° giorno fino allo svezzamento, 4 pasti al giorno da 65 ml. Il latte in polvere, surrogato di quello materno, disponibile dai veterinari e nei negozi specializzati resta tuttavia il migliore. E’ importante far bollire l’acqua prima di sciogliervi la polvere. Lasciare poi raffreddare per portare il latte a una temperatura di 50° C. Agitare bene in modo che il latte si sciolga uniformemente e dal al cucciolo alla temperatura di 38° C, la temperatura corporea della madre.

L’allattamento verrà eseguito con l’aiuto di un biberon, la cui tettarella presenterà un forellino che il cucciolo provvederà ad allargare da solo. Si dovrà osservare un’igiene perfetta, al fine di limitare le fonti di infezione. Una pulizia con acqua fredda dovrà precedere quella con acqua calda. Il latte dei cuccioli non dovrà mai essere preparato in anticipo e la poppata non dovrà durare di un quarto d’ora, per consentire una buona assimilazione.


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L'allattamento del cucciolo

Scritto da G. • Mercoledì, 18 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Nelle prime ore di vita il cucciolo poppa il colostro, ricco di immunoglobuline che lo proteggeranno dalle infezioni. Talvolta sarà necessario aiutarlo attaccandolo alla mammella, premendola per fare uscire il latte. Se lasciate che cerchi la mammella da solo, rischierà di non alimentarsi in modo sufficientemente rapido dopo la nascita. E’ indispensabile controllare le condizioni della mammella della femmina, poiché certi cuccioli, molto ingordi, provocano delle ferite che possono infettarsi (dopo le 6 settimane di vita del cucciolo, poiché prima di quest’età non compaiono i denti).

Il colostro

Si tratta di un liquido vischioso e giallastro che le mammelle secernono al momento del parto. E’ molto importante all’inizio della vita del cucciolo. Le sue proprietà lassative consentono innanzitutto l’eliminazione del meconio, che si trova nel tubo digerente del cucciolo neonato. E’ inoltre ricco di proteine. Essendo molto digeribile, assicura una prima alimentazione perfetta per il cucciolo. Consente infine di combattere le infezioni, grazie alla sua azione battericida e ai suoi poteri immunizzanti.

Il latte

Le caratteristiche di questo latte si trovano unicamente nella femmina. I lipidi sono presenti in forma massiccia e sono in grado di coprire praticamente il fabbisogno energetico del cucciolo. I glucidi sono rappresentati dal lattosio, che il cucciolo non assimila, non possedendo lattasi, enzima che gli permetterebbe di digerirlo. (attenzione il latte di vacca è ricco di lattosio).


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Il leccamento del cucciolo

Scritto da G. • Sabato, 14 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Leccare il cucciolo è una pratica che ogni madre compie in modo istintivo adempiendo a parecchie funzioni: stimola le regioni genitali e anali del cucciolo facilitando l’eliminazione degli escrementi e dell’urina; permette alla madre di farsi riconoscere e di impregnare il cucciolo con proprio odore. Il leccamento raggiunge il punto massimo tra il 4° e il 6° giorno.

Tra il 20° e il 40° giorno, la minzione è autonoma, mentre l’ndipendenza nella defecazione sarà raggiunta verso il 70° giorno. I padroni che nutrono i cuccioli orfani con il biberon dovranno stimolarli, passando un batuffolo di cotone umido sulla regione anale, al fine di provocare la minzione.

La madre lecca i cuccioli anche per risvegliarli e farli iniziare a poppare.

Gli scienziati hanno osservato che mentre la madre lecca i cuccioli, lecca anche le proprie mammelle indicando al cucciolo il “percorso” da seguire. Il cucciolo può trovare la mammella anche con l’olfatto.


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Prime cure per i cuccioli

Scritto da G. • Martedì, 10 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Il primo gesto per aiutare il cucciolo ad affrontare il nuovo ambiente sarà quello di prenderlo per le zampe posteriori, con la testa rivolta verso il basso.

E’ necessario poi scuoterlo delicatamente, mentre gli aprite la bocca. Questo gli permetterà di espellere qualsiasi cosa possa ingombrargli le vie respiratorie impedendogli di ossigenarsi.

Si avrà un aumento della circolazione sanguigna a livello cerebrale. Bisogna inoltre aiutare il cucciolo a lottare contro il freddo, soprattutto se viene alla luce mediante taglio cesareo. Va quindi asciugato e collocato sotto una lampada riscaldante.


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Cose da ricordarsi in prossimità del parto

Scritto da G. • Venerdì, 6 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Ecco le cose necessarie da fare:

-      Portare la cagna dal veterinario se al termine del 65° giorno non ha ancora partorito e non presenta alcuna contrazione; se ha perso le acque ma non da alla luce nessun cucciolo; se presenta copiose perdite di sangue ed è molto calda.

- Mettere a disposizione della femmina una cassetta dove possa partorire

- Non estrarre con forza i cuccioli

- Non praticare da soli iniezioni di ormoni

- Durata di un parto: da 2 a 12 ore, arrivando fino a 36 nelle femmine primipare

- Chiamare il veterinario se un cucciolo non esce dal ventre entro mezz’ora

- Eseguire una radiografia di controllo il giorno successivo al parto, per accertarvi che non sia rimasto nessun cucciolo nel ventre della madre

- Qualsiasi perdita che si verificasse tre giorni dopo il parto è da ritenersi sospetta; inoltre consultate il veterinario se la femmina bene molto e non si alimenta



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Parto difficile di un cane - 2° parte

Scritto da G. • Lunedì, 2 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Il bacino troppo stretto

Questo problema si riscontra frequentemente nei cani troppo giovani, ed è per questo consigliato di non far figliare una femmina all’insorgere dei primi calori. Allo stesso modo, i cani anziani presentano problemi di calcificazione ossea, che rendono il bacino meno elastico. Le fratture del bacino di riparano bene, ma si produce la formazione di un callo osseo, che può fare diminuire l’apertura del bacino. Infine occorre tenere presente che determinate razze presentano geneticamente un bacino stretto. E’ il caso del Boston terrier per esempio.

La dilatazione dei tessuti

I cani troppo giovani o troppo anziani hanno difficoltà a partorire per mancanza di elasticità dei tessuti.

I problemi nell’espulsione

Se il bacino è perfetto e se i cuccioli si presentano con una taglia e in una posizione normali, la femmina partorisce senza problemi, ma perché ciò possa avvenire senza inconvenienti è necessario che l’utero funzioni perfettamente. Certe razze, in particolare il bulldog, presentano, invece, delle deficienze muscolari.

Il taglio cesareo

Se si rende necessario, dovrà essere praticato dal veterinario. L’addome viene inciso a livello della linea alba. La femmina viene anestetizzata molto leggermente per evitare che i cuccioli assorbano troppo anestetico. Successivamente si procede a incidere l’utero a livello del collo e i cuccioli vengono fatti uscire da questa apertura. In questo modo si evita di praticare un’incisione su ogni corno.


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