I veri amici dell'uomo ...

Il parto difficile di un cane - 1° parte

Scritto da G. • Giovedì, 29 marzo 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Il parto si presenta sempre più difficoltoso con le femmine primipare. Se non si è esperti, è pericoloso cercare di estrarre i cuccioli, se non escono correttamente. Inoltre, le iniezioni di oxitocica, per provocare le contrazioni, devono essere praticate con prudenza, per evitare una lacerazione dell’utero. I parti problematici prendono il nome di distocie. Possono essere provocati da feti troppo grandi, da un non rilassamento dei tessuti o da un numero di contrazioni insufficiente. Se proprio non è possibile portare a termine il parto in modo naturale, il veterinario consiglierà il ricorso a un taglio cesareo.

Le distocie per ostruzione

Il bacino deve consentire il passaggio dei cuccioli: occorre quindi che sia ampio e che i tessuti si dilatino correttamente. I cuccioli devono presentare anche una taglia, una conformazione e una posizione normali.

I cuccioli

I cuccioli troppo grandi, in relazione al bacino della femmina, sono in genere il frutto di una notevole differenza di corporatura tra la madre e il padre. Certe razze, infatti, possono presentare maschi con grande corporatura e femmine piccole e questo problema si presenta soprattutto nelle razze piccole. Certe razze presentano, per altro, teste di grandi dimensioni, che fuoriescono con difficoltà dal ventre materno: il terrier scozzese, il chihuahua…


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Il gatto: un cacciatore solitario - 2° parte

Scritto da G. • Domenica, 25 marzo 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Caccia e gioco. Naturalmente all’addomesticamento da parte dell’uomo ha modificato in qualche modo alcune naturali tendenze: il gatto domestico, soprattutto se randagio, ha imparato a cibarsi di rifiuti ( vista la loro abbondante disponibilità nei centri urbani) e a vivere in comunità di individui. Inoltre l’ampia e costante disponibilità di cibo e l’assenza di pericoli di cui si è abituato il gatto che vive in una casa frequentata anche da altri animali, ha ulteriormente favorito la tendenza alla vita di gruppo, rendendo maggiormente flessibili i suoi modelli di comportamento naturali.

Ciò nonostante non dimenticate che il vostro gatto è molto più simile ai leoni o alle tigri di quanto voi immaginiate e che l’istinto per la caccia è assolutamente intrinseco nella sua natura, al punto da essere assai più importante del risultato finale. Questo è uno dei motivi per cui è in lui così importante il gioco, che rappresenta un allenamento o una simulazione della caccia: il vostro gatto, raramente caccia per cibarsi, spesso lo fa per gioco e per naturale predisposizione. L’istinto della caccia si manifesta presto nei gattini, inizialmente attraverso il gioco.


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Il gatto: un cacciatore solitario - 1° parte

Scritto da G. • Mercoledì, 21 marzo 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Il gatto ha avuto origine dai primissimi carnivori, ed è geneticamente mangiatore di carne da almeno 60 milioni di anni, a dispetto della moderna tendenza di convertire il micio domestico alla dieta vegetariana. Per le loro abitudini i carnivori possono essere generalmente suddivisi in due tipi: quelli che si cibano dei resti degli animali uccisi da altri predatori e quelli che si procurano il cibo cacciando e inseguendo le loro prede. Il gatto fa parte proprio di quest’ultimo gruppo, è cioè un vero predatore. Anche il lupo, la volpe, il cane e altri canidi si sono evoluti come cacciatori, ma hanno imparato a integrare la loro dieta con un’ampia varietà di altri alimenti vegetali, e questa è una fondamentale differenza tra cani e gatti.

Gatti a caccia. Per capire il comportamento del gatto domestico occorre tenere conto della diversa impostazione dell’arte della caccia che i felini hanno rispetto ai canidi, nonostante esistano numerose eccezioni all’interno dei due gruppi. Generalmente i canidi hanno impostato la caccia come attività di branco, nel quale ogni animale collabora alla cattura della preda. I felini invece prediligono un tipo di caccia solitaria che si basa essenzialmente sull’agguato, sullo scatto e sulla rapidità dell’inseguimento. Il gatto ha sviluppato un modo di intendere la caccia assai indipendente e individualista, che lo porta a dominare gli animali più deboli e a evitare quelli più forti. Inoltre, da bravo cacciatore solitario, ha sviluppato una straordinaria abilità nella comprensione dei punti di forza e dei punti deboli delle sue prede e degli altri individui in genere, comportandosi di conseguenza.


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Il decalogo per avere un gatto in forma

Scritto da G. • Sabato, 17 marzo 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

La Pet obesity task force, sponsorizzata da una grande azienda produttrice di cibo per animali domestici, è una equipe di veterinari che studia un problema sempre più diffuso: il sovrappeso dei nostri animali domestici. Gli specialisti hanno calcolatol che un terzo dei cani ha chili in eccesso o è addirittura obeso, situazione che coinvolge ben metà dei gatti. Per questi ultimi, il gruppo ha stilato un apposito decalogo, che tiene conto sia dell'alimentazione sia del movimento fisico (la maggior parte dei gatti obesi vive in appartamento):

1) somministrargli due pasti umidi al giorno, rispettando le dosi consigliate sulla confezione;

2) lasciargli a disposizione una ciotola di acqua fresca. Abitualo anche a bere dalla fontanella per gatti (il dispenser automatico) che, sfruttando l'effetto gioco,li stimola a introdurre più liquidi;

3) gioca con lui almeno mezz'ora al giorno

4) sistema la casa in modo che il micio possa fare esercizio anche da solo. Procurati tiragraffi, alberi per gatti, strutture per arrampicarsi, palline, topolini di pezza, eccetera

5) se si comporta bene premialo con coccole e carezze

6) se lo ricompensi con il cibo, usa soltanto bocconcini per gatti (nutrizionalmente equilibrati). Evita dolci, biscotti e cioccolata

7) ricordati di conteggiare i premietti nel totale dell'alimentazione quotidiana e riduci i pasti di conseguenza.


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Per ridere un pò :-)

Scritto da G. • Martedì, 13 marzo 2012
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L'educazione del gatto: regole di vita - 2° parte

Scritto da G. • Venerdì, 9 marzo 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Quando si verifica anche solo uno degli episodi citati precedentemente controllate che la lettiera sia stata rinnovata e sia ben pulita; sarà forse necessario approntare due cassettine, nel caso abbiate più gatti o il vostro micio sia particolarmente schizzinoso. Esaminate poi con attenzione l’animale per essere sicuri che non si sia ammalato. In ogni caso agite prontamente e non lasciate passare troppo tempo perché il gatto potrebbe perdere velocemente l’abitudine della cassettina. Se ciò accadesse provate a rinchiuderlo per un paio di giorni in bagno assieme alla sua cassettina: imparerà di nuovo a farne uso, non avendo alternative. Abituate il gatto a riconoscere il nome che gli avete dato.

Chiamatelo soprattutto al momento dei pasti o quando volete coccolarlo: il micio finirà per associare il suono a esperienze piacevoli e risponderà docilmente. Quando inizia a capire il significato del richiamo anche in altri momenti della giornata, premiatelo con un bocconcino speciale. Dissuadetelo subito dall’uso di tendaggi e suppellettili vari per affilare le unghie. Se impara non smette più e non riuscirà mai a capire perché non gradite questo suo comportamento (per lui è assolutamente normale, come lisciarsi il pelo o mangiare).

Mettetegli a “portata di zampe” un grattatolo, mostrandogli cosa deve fare: portatelo vicino e fategli grattare la superficie. All’inizio lo prenderà per un gioco divertente e, se riuscirete a essere sufficientemente costanti e ripetitivi, finirà per abituarsi presto all’oggetto e lo userà abitualmente.


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L'educazione del gatto: regole di vita - 1° parte

Scritto da G. • Lunedì, 5 marzo 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Innanzitutto è consigliabile abituare il gattino a usare la propria cassettina per depositare gli escrementi. Osservate il micio prima e dopo i pasti e al risveglio: se vi accorgete che sta per urinare o defecare, provvedete subito e ogni volta ad avvicinargli l’apposita cassetta, in questo modo dovrebbe imparare in tempi brevi a farvi ricorso in queste circostanze. Di solito è comunque la madre che insegna al gattino, fin dalle prime settimane di vita, a utilizzare la lettiera igienica.

Può succedere che un gatto già abituato a sporcare nella sua cassettina all’improvviso prenda l’abitudine di sporcare in giro per casa o nei vasi delle piante.

Questo può essere dovuto a vari motivi:

- avete cambiato il tipo di lettiera cui il gatto era stato abituato fino a quel momento; - avete cambiato il posto in cui avevate fino a quel momento sistemato la lettiera; - la cassettina igienica è stata piazzata in un luogo esposto a correnti d’aria; - la cassettina è troppo vicina alla zona in cui gli servite la sua pappa; - la lettiera non viene pulita abbastanza assiduamente;


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L'educazione del gatto: bugie e dispetti 2° parte

Scritto da G. • Giovedì, 1 marzo 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Il manifestare la propria infelicità o insoddisfazione può andare dal semplice “tenere il muso” al calo di entusiasmo nel suo rapporto con voi, a vere e proprie reazioni di ripicca. Dal punto di vista felino, però, quello che a noi può sembrare un dispetto può anche solo essere una reazione alla noia o all’ansia, magari dopo una vostra prolungata e immotivata assenza (secondo il gatto). E’ una semplice reazione di sfogo dell’ansia provata per essere stato privato del benessere e della sicurezza che la vostra presenza costante invece gli comunica.

Potrà anche succedervi di sgridare il vostro gatto per qualcosa e accorgervi che lui assume un atteggiamento apparentemente altezzoso, girandovi la schiena e non degnandovi di uno sguardo, rifiutandosi anche di rispondere al vostro più suadente richiamo. In realtà con questo atteggiamento, che si definisce di esclusione, il gatto vuole dignitosamente evidenziare il suo stato di inferiorità senza per questo apparire sottomesso: se si voltasse e vi guardasse in faccia potrebbe essere interpretato come una pericolosa sfida verso di voi così giganteschi e potenti, e se rispondesse al richiamo rischierebbe di mettere in pericolo la sua incolumità, visto che lo state guardando fisso con questi occhi così minacciosi; infine, lo scappare a nascondersi da qualche parte rappresenterebbe una resa troppo umiliante.


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