I veri amici dell'uomo ...

L'educazione del gatto: bugie e dispetti 1° parte

Scritto da G. • Domenica, 26 febbraio 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Bugie e dispetti.

E’ molto difficile cogliere un gatto con le zampe nel sacco, in flagranza di reato. I gatti sono bravissimi a non farsi vedere quando compiono le loro malefatte, anche se accorrete tempestivamente. Per esempio mentre siete in cucina sentite cadere un piatto dalla tavola imbandita in tinello; accorrete e scoprite il pollo arrosto sparso sul tappeto e il vostro gatto, ben distante!, compostamente seduto con gli occhi semichiusi, che magari si lecca con noncuranza una zampina con un’espressione stupita e candida.

In effetti i gatti sanno mentire benissimo e hanno una grande faccia tosta; ma il concetto di “bugia” è difficile da applicare alla mentalità felina: un gatto non mente cerca semplicemente di affrontare con dignità una situazione imbarazzante e di farsi gli affari suoi con il massimo dei benefici e il minimo del danno. Un gatto cioè non mente per disonestà ma solo per non perdere i benefici acquisiti, cercando al contempo di approfittare di ogni situazione per aumentare il suo grado di benessere.

Un’altra evidente caratteristica dei gatti domestici è la propensione al risentimento. Non sono permalosi, ma sanno manifestare assai bene il loro malcontento dovuto al fatto che li abbiamo privati di una delle necessità considerate importanti per la loro sicurezza e il loro comfort.


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L'educazione di un gatto: le regole di base

Scritto da G. • Mercoledì, 22 febbraio 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Prima regola. A un gatto fanno più effetto le ricompense che le punizioni.

Seconda regola. Non confondetelo. Cercate di usare termini brevi e precisi e ripetete sempre quelle stesse parole senza mai cambiarle. Quando lo sgridate siate assolutamente seri e determinati ed esigete dai componenti della famiglia la stessa fermezza e serietà.

Terza regola: cercate di non eccedere. Se reprimete in maniera troppo severa certi comportamenti del vostro micio il rapporto con lui si può deteriorare rapidamente.

Quarta regola. Siate tempestivi; a un gatto intelligente di solito afferra prontamente ciò che volete comunicargli, ma dovrete essere assolutamente tempestivi. E’ inutile sgridarlo se ha rovinato le tende del soggiorno mentre sta mangiando la sua pappa o sta schiacciando un pisolino sul davanzale; lui si è già belle che dimenticato delle tende e non capirà mai perché prima lo chiamate per mangiare e poi gli dite di non farlo. Può andare bene il “no”, da evitare le pene corporali. Ancora meglio sono i deterrenti indiretti: un rumore molto forte o una spruzzatina d’acqua al momento giusto fanno su di lui più effetto che un rimprovero secco e deciso o una pacca. Il gatto infatti, identificherà il fastidio che prova con l’azione che stava compiendo e, se sarete costanti nel riproporglielo ogni volta, imparerà a non ripetere più quello che stava facendo. Cercate però di non esagerare, se questi “disturbi” dovessero essere eccessivamente ripetuti il gatto potrebbe attribuirli a un nemico nascosto che lo minaccia continuamente e potrebbe diventare guardingo e nervoso.

Tenete poi presente che per il gatto il cibo è un incentivo importantissimo e si sentirà altamente motivato a comportarsi in un determinato modo se l’obiettivo da raggiungere è un boccone ghiotto. Non pensate mai che il gattol (al pari qualsiasi altro animale) impari i concetti di “bene” e “male” così come li consideriamo da un punto di vista umano. Dal loro punto di vista esistono cose “accettabili” e cose “non accettabili”. I gatti difficilmente provano rimorso per qualcosa che hanno fatto, ma considerano gli avvenimenti usando come unità di misura il proprio grado di benessere e di sicurezza. Faranno qualcosa solo se si convinceranno che possono trarne un effetto benefico e, viceversa, smetteranno di comportarsi in un determinato modo solo se si convinceranno che il risultato per loro è controproducente.


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L'educazione di un gatto

Scritto da G. • Sabato, 18 febbraio 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Un allievo individualista. Contrariamente a quanto si pensa, anche i gatti possono essere educati ma, da parte del proprietario occorre tempo e pazienza. Molti pensano che i gatti siano meno ricettivi dei cani nell’addestramento o che, addirittura, sia impossibile cercare di educarli. Niente di più falso. Certamente per il vostro gatto non potrete usare lo stesso metodo usato per il cane: quest’ultimo impara determinati comando soltanto per compiacervi, in quanto vi considera il capo branco; il gatto ha invece delle motivazioni del tutto personali, forse leggermente più egoistiche, proprio perché la sua natura è diversa da quella del cane.

Se un micio decide di comportarsi come volete voi è solo perché ha capito che anche lui può trarne dei benefici. Non biasimatelo per questo: in fondo lui pensa al suo benessere esattamente come voi pensate al vostro.

Deterrenti e incentivi. Per abituare il gatto a sviluppare determinate abitudini e comportamenti, dovrete usare pazienza, perseveranza e soprattutto ripetitività, facendo affidamento sulla tendenza del micio ad assumere


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Questo si che è amore!!!!

Scritto da G. • Martedì, 14 febbraio 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Una storia molto toccante, un caso si lealtà incondizionata che ha travolto migliaia di persone.
Per diverse settimane, a una temperatura di circa 50° sotto zero, un cane è rimasto accanto alla sua compagna morta senza muoversi di un centimetro.


Alcuni dicono che non poteva lasciarla perché era incinta, altri sostengono che l'animale stava aspettando che lei tornasse in vita. La verità è che i due cani sono cresciuti insieme e non sono mai stati separati.
Questo fatto toccante ha avuto luogo in Russia qualche mese fa, ma ha raggiunto l'attenzione della stampa solo da qualche giorno. I vicini, notando l'insistenza del cane nel rimanere al freddo e senza cibo, hanno iniziato a preoccuparsi. Hanno cominciato a fare a turni per portargli cibo caldo finché una coppia dell'Animal Aid Foundation ha deciso di portarselo a casa.
La nobile intenzione non ha comunque funzionato, un vero caso de "l'amore è più forte". Il cane ha abbaiato e ululato per tutta la notte e nel mattino è scappato dall'abitazione e ha fatto ritorno dalla sua amata.


Poco dopo lo hanno ritorvato nello stesso posto in cui la sua compagna è stata uccisa. Il corpo dell'animale è stato sotterrato e lui l'ha fiutato. "Gli ci è voluta un'ora e mezza per rompere la gabbia e un'altra ora per tornare sul posto... dista quasi sette miglia e non conosceva la strada" - ha detto il direttore dell'organizzaione.


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L'ultima trovata americana

Scritto da G. • Venerdì, 10 febbraio 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Ed ecco l'ultima trovata americana... davvero crudele!!!

Hanno pensato che possono trattare i cani come oggetti... quando ne hanno bisogno li affittano e poi li rilasciano dove li hanno presi... li possono scegliere come vogliono, magari che si possano intonare bene con il vestito che portano e poi come una macchina li riposano senza nessuno scrupolo, senza pensare al dolore che fanno a queste creature, prima l'illusione di aver trovato un amico e poi l'abbandono...

Vi metto il link del servizio passato al telegiornale per chi non lo avesse visto.



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Il decorso del parto - 2° parte

Scritto da G. • Lunedì, 6 febbraio 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Di norma, nei cani, è la madre che libera il cucciolo dal sacco amniotico, lacerandolo. Lecca la testa del cucciolo per asciugarlo e, nella maggior parte dei casi, taglia il cordone ombelicale, 10 minuti dopo la nascita; il cucciolo liberato si attacca quasi subito alla mammella della madre. Questa regola, tuttavia, non è comune a tutte le femmine. Alcune razze necessitano di aiuto durante il parto.

Perciò occorre essere presenti, non appena la temperatura si abbassa di 1° C la femmina non deve essere più lasciata sola nelle 24 ore successive. Fin dalle prime contrazioni è opportuno tenere la vulva sotto osservazione per accertarsi che si sia verificata la rottura delle acque. In questo caso sarà necessario, sotto il controllo di un veterinario o di un allevatore esperto, estrarre il cucciolo con delicatezza, aiutandolo ad uscire.

Se la placenta non è lacerata, provvedete voi a farlo, poi estraete il cucciolo e tagliate il cordone ombelicale a circa 2 cm, la madre stessa rischierebbe di sventrare i cuccioli, cercando di estrarli da sola. Asciugate poi il cucciolo con un panno e non appena inizierà a gemere ricollocatelo al caldo, sotto il ventre della madre.


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Il decorso del parto - 1° parte

Scritto da G. • Giovedì, 2 febbraio 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Le condizioni necessarie per un buon andamento del parto sono cinque:

1. l’ambiente deve essere il più tranquillo possibile;

2. la femmina deve essere calma;

3. i tessuti (collo, utero…) devono essere perfettamente dilatati;

4. devono esserci contrazioni dell’utero;

5. i feti devono avere una taglia normale rispetto al bacino e presentarsi in posizione corretta, cioè con le zampe aderenti alla testa, la prima ad uscire. Un parto dura generalmente da 2 a 12 ore, ma può arrivare fino a 36 ore nelle femmine primipare.

La femmina è inquieta, agitata, gratta il terreno e talvolta vomita. L’intervallo di tempo tra due nascite varia da 10 a 60 minuti. E’ il periodo necessario alla fase di espulsione della placenta che avviene dopo ogni nascita. L’espulsione dell’ultima placenta deve aver luogo, al più tardi, 12 ore dopo l’ultima nascita; oltre questo periodo di tempo è necessario rivolgersi al veterinario. La nascita del primo cucciolo è, generalmente, quella che richiede più tempo. Il colore verde delle perdite vaginali è normale. La femmina rimane spesso in posizione seduta durante gli sforzi per l’espulsione. Al momento dell’espulsione del cucciolo si sdraia lateralmente su un fianco, con la testa rivolta indietro e con la schiena appoggiata, preferibilmente, ad una parete.

La respirazione in un primo tempo è rapida, poi rallenta. Questa alternanza dura fino al termine dell’espulsione. La femmina, talvolta, tira a sé la sacca contenente il cucciolo, che compare a livello della vulva e lo lecca. 


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