I veri amici dell'uomo ...

L'avvicinarsi del parto del cane

Scritto da G. • Mercoledì, 28 dicembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

La femmina può vivere il parto da sola, ma è preferibile esserle vicini per sapere riconoscere eventuali problemi. Le avvisaglie di un parto ormai prossimo solo le seguenti: - le mammelle si gonfiano, la lattazione ha inizio 24 ore prima del parto; - la vulva si dilata, il ventre si abbassa; - all’inizio del travaglio si nota una perdita di liquido incolore; - infine, nelle 24 ore prima del parto, si registra un abbassamento della temperatura di 1° C. Anche il comportamento della femmina indica in modo molto efficace l’imminenza del parto.

La femmina si lecca frequentemente la regione anogenitale e l’addome, man mano che il parto si avvicina. E’ poi alla ricerca di tranquillità. I cani da compagnia, per esempio, si ritirano sotto un mobile. Le femmine abituate a vivere all’aperto ritrovano il loro comportamento “selvaggio”: scavano addirittura un buco nel terreno. Alcuni cani mantengono la calma di fronte a questo felice evento, altri, invece, piagnucolano e strappano le coperte. Fin dalle prime contrazioni, la femmina urina frequentemente e non appena il travaglio ha inizio non accetta estranei vicino a sé ma può gradire la presenza del padrone. La cosa migliore da fare è preparare una cassetta quadrata di dimensioni tali da consentire alla femmina di stare sdraiata e puntare gli arti sui lati mentre partorisce.


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La gravidanza del cane

Scritto da G. • Sabato, 24 dicembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

La durata della gestazione varia dai 56 ai 70 giorni. I padroni che desiderano conoscere il più rapidamente possibile la diagnosi sulla gestazione possono utilizzare le seguenti tecniche: l’ecografia, la radiografia e la palpazione manuale dell’addome. L’ecografia può considerarsi la tecnica più precoce poiché è possibile effettuarla a partire dal 18° giorno nel quale si potranno vedere le ampolle fetali; al 21° giorno i feti visibili; al 28° giorno i battiti cardiaci e al 43° giorno le vertebre.

La radiografia, è invece più tardiva e sarà possibile rilevare una gestazione solo a partire dal 45° giorno, nel quale si potrà vedere lo scheletro (cranio, rachide, costole); al 50° giorno le spalle, l’omero e il femore; al 54° giorno il radio e la tibia; al 56° giorno il bacino. Lo sviluppo dell’embrione: - al 20° giorno misura meno di 1 cm; al 22° giorno abbozza gli arti; al 30° giorno misura 2,5 cm; al 32° compaiono le palpebre; al 35° giorno misura dai 4 ai 5 cm, si delineano le dita e gli organi genitali; al 48° giorno misura da 8 a 9 cm e compaiono i peli; al 60° giorno misura dai 16 ai 17 cm e la nascita è imminente.

Prestate attenzione alla somministrazione di medicinali durante la gestazione, alcuni possono provocare un aborto. La femmina gestante dovrà essere perfettamente sterminata e sottoposta a trattamento vermifugo all’inizio dei calori e 3 settimane prima del parto. Le vaccinazioni dovranno essere praticate prima dell’accoppiamento, affinché la femmina possa trasmettere i propri anticorpi ai cuccioli. 


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Atteggiamenti tipici dei gatti: sottomissione, timidezza, dipendenza

Scritto da G. • Martedì, 20 dicembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Sottomissione. E’ un atteggiamento che il gatto assume quando si rende conto che il suo avversario è chiaramente più forte di lui: la bocca viene tenuta aperta ma senza emettere alcune suono, oppure semichiusa e il gatto miagola per chiamare aiuto; la coda è tenuta attaccata al corpo e batte il terreno; il pelo è appiattito come anche orecchie e vibrisse; le pupille sono dilatate e la posizione di tutto il corpo è rannicchiata.

Timidezza. I soggetti timidi tengono la coda tra le gambe, hanno lo sguardo sospettoso e scappano in presenza di estranei. Il gatto, comunque, di rado mostra timidezza; se avvertite questi comportamenti verificate che non siano intervenuti mutamenti nel sistema di vita quotidiano.

Dipendenza. Un gatto dipendente vi segue ovunque e miagola in continuazione (un esempio di gatto tendenzialmente dipendente è il siamese) Non è il genere adatto a chi vive fuori casa.


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Atteggiamenti tipici dei gatti: aggressività e difesa

Scritto da G. • Venerdì, 16 dicembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Aggressività. In questo caso l’atteggiamento e le espressioni che assume il gatto hanno come unico scopo lo spaventare e costringere alla fuga un avversario: il gatto, a bocca spalancata con i denti scoperti, ringhia, fischia e soffia; tiene la cosa bassa e attaccata al corpo, frustando l’aria avanti e indietro; le pupille sono strette quasi a fessura; le vibrisse sono protese in avanti e la posizione di tutto il corpo è leggermente accovacciato, pronto al balzo sull’avversario.

Difesa. Istintivamente un gatto minacciato da un altro animale tende a non cedere terreno: tiene la bocca aperta, i denti scoperti ed emette, anche in questo caso, ringhi, soffi e fischi. La coda è tenuta alta e arcuata, con il pelo di coda e schiena irto; le orecchie sono appiattite; le pupille dilatate; le vibrisse tenute dritte;


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L'ordinamento gerarchico dei gatti

Scritto da G. • Lunedì, 12 dicembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

L’organizzazione sociale di una comunità felina segue rituali e regole ben precisi. Gli individui di una comunità si riconoscono l’un l’altro e ognuno di loro occupa una ben precisa collocazione all’interno della gerarchia sociale. Un gatto estraneo a un gruppo consolidato di felini, se vuole farne parte deve lottare. Le femmine di una comunità hanno un’organizzazione tipicamente matriarcale: la gatta madre di più gattini ha la posizione predominante, quella sterilizzata (cui siano stati asportati utero e ovaie) scende invece molto in basso nella scala sociale.

L’individuo dominante definisce la sua posizione dimostrando la sua superiorità: il capo è il gatto (ma a volte anche la gatta) più forte e più intelligente o, a volte, più anziano. Come in una piramide di cui lui è al vertice, sotto di lui gli altri individui hanno un’organizzazione quasi feudale, giù giù fino ai soggetti più giovani o ai maschi castrati, che scendono il più in basso possibile nella scala gerarchica felina. Questa organizzazione piramidale è assai rigida, anche se è possibile assistere a veri e propri ribaltamenti di ruoli quando un individuo si indebolisce, viene castrato o viene battuto nella lotta da un altro più forte, magari estraneo alla comunità.

A differenza di quanto si può osservare in altre organizzazioni sociali animali, il maschio dominante non ha privilegi particolari nel corteggiamento delle femmine, le quali spesso si accoppiano anche con soggetti che hanno una posizione sociale poco importante (tenete presente che una gatta può avere più di un partner nello stesso periodo di calore). 


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Il comportamento dei gatti: le segnalazioni corporee

Scritto da G. • Giovedì, 8 dicembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Segnalazioni corporee. I gatti hanno vari tipi di segnali per comunicare tra loro.

Segnali del corpo: sono tutte quelle espressioni e atteggiamenti di tutto il corpo o solo di coda e orecchie che il gatto utilizza per comunicare le sue intenzioni e i suoi stati d’animo.

Segnali sonori: possono andare dalle fusa al fischio, al ringhio, al miagolio più o meno modulato. Segnali tattili: sono gli strofinamenti del naso e della testa ma anche il lisciare la pelliccia di altri gatti o animali, oppure leccare la pelle delle persone.

Segni olfattivi: vengono usati per marcare il territorio o per riconoscere altri individui.


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Il comportamento dei gatti: la geografia territoriale

Scritto da G. • Domenica, 4 dicembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Geografia territoriale. Sebbene a noi spesso possa sembrare indefinibile, il territorio di un gatto ha confini e caratteristiche ben precise. I gatti maschi hanno di solito a disposizione un territorio più vasto di quello controllato da maschi sterilizzati o da femmine. Possono essere territori in cui vivono più gatti. Generalmente questo tipo di area è controllato e difeso a turno dagli individui della comunità. Il territorio di un maschio non castrato è un’area il più vasta possibile, che può comprendere non solo il giardino della casa in cui vive, ma anche quelli di altre case confinanti in cui vivono altri gatti. Il territorio di una gatta è certamente più di dimensioni ridotte rispetto a quello di un maschio, ma lei lo difende con accanimento, soprattutto se ha figli.

I confini dei vari territori sono di solito circondati da vie comuni, che possono essere percorse da gatti di territori diversi magari in orari non coincidenti, per evitare incontri aggressivi. Lungo le strade comuni esistono dei luoghi di ritrovo nei quali, generalmente, i gatti di diversi territori possono cacciare, incontrarsi o corteggiare le femmine. Sembra però che non sia l’accoppiamento il motivo che li spinge a incontrarsi in queste zone così particolari. Nessuno è riuscito ancora a chiarire cosa vi accada ma si sa che questi ritrovi sono importantissimi nella loro vita sociale: maschi e femmine ogni tanto si raccolgono in queste aree e siedono tranquillamente a una distanza che può variare da 1 a 6 metri.


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