I veri amici dell'uomo ...

Il gatto sensitivo

Scritto da G. • Venerdì, 21 ottobre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

Molte persone sono convinte che il gatto abbia delle capacità extrasensoriali. Non siamo in grado di avvalorare o meno questa convinzione, ma sicuramente, come tutti gli animali, ha una percezione delle cose molto più sviluppata della nostra. Essi sono in grado di percepire odori, suoni, vibrazioni, variazioni atmosferiche, di pressione e di luce che noi non riusciremmo ad individuare. Il gatto è in grado di sfruttare al meglio non solo i classici 5 sensi conosciuti ma anche il famoso sesto senso, e cioè la straordinaria abilità intuitiva che non ha niente a che fare con il misticismo o la magia.

Chi convive con un gatto avrà certamente potuto apprezzare le sue straordinarie capacità e chi non ha letto di gatti capaci di reagire in anticipo a eventi particolari come un terremoto (gli animali ne percepiscono le vibrazioni in anticipo rispetto a noi), l’eruzione di un vulcano o anche un semplice temporale, oppure di gatti che hanno ritrovato la strada di casa percorrendo centinaia di chilometri. Tutto questo è possibile grazie al corretto utilizzo degli organi di senso e ad una memoria straordinaria. Esso è in grado di accorgersi delle minime variazioni di energia magnetica, dello scorrere delle ore grazie all’attenta osservazione dell’inclinazione dei raggi solari, e poi è capace di percepire suoni e vibrazioni debolissime,


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Il mantello dei gatti: il colourpoint

Scritto da G. • Lunedì, 17 ottobre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

Sono molte le razze che presentano il mantello con le punte colorate: Siamese, Persiano, Sacro di Birmania, ecc.. Il gene coinvolto è quello dell’intensità del colore sul corpo e cioè il gene “C” con i suoi alleati mutanti chiamati alleli albini. Si trovano tutti nello stesso locus e sono identificati con la lettera “c”e con una desinenza diversa in base alla razza in cui la loro azione ha un ruolo primario. Il mantello colourpoint è dovuto al gene “cs”, un allela albino che agisce diminuendo progressivamente la pigmentazione del pelo e degli occhi.

Il colore del mantello assume un colore che va dal beige al bianco magnolia mentre il colore foca è limitato alle punte (muso, orecchie, piedi, coda) e gli occhi diventano blu. Il gene “cs” specifica un enzima sensibile alla temperatura. Un basso gradiente di temperatura sulla superficie del corpo rende il pelo più scuro, mentre l’alta temperatura lo schiarisce. Alle estremità quindi, dove la temperatura è più bassa rispetto al corpo, avremo una concentrazione di pigmento più elevata e di conseguenza le punte saranno più scure.

Anche le variazioni di temperatura ambientale agiscono agiscono sulla colorazione del mantello; l’effetto temperatura è evidente nei cuccioli perché non agisce sul pelo già formato ma sul pelo in crescita. Infatti, i gattini che crescono in paesi dal clima freddo (oppure il pelo che ricresce dopo una muta) sono più scuri rispetto a quelli che vivono in paesi caldi o esclusivamente in appartamenti riscaldati. I gattini colourpoint nascono bianchi perché in utero la temperatura è più calda e costante (38,5°) e solo dopo alcuni giorni (nelle varietà diluite è necessaria qualche settimana) sarà possibile distinguere il colore delle punte.


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Il mantello dei gatti: argentati

Scritto da G. • Giovedì, 13 ottobre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

I gatti dal mantello più appariscente sono senz’altro gli smoke, gli shaded, i chinchilla e i Silver tabby. Queste varietà hanno in comune il fattore “T”, gene dell’inibizione del colore. In questi mantelli solo la punta di ogni singolo pelo (tipping) è colorata in vario grado e può essere di qualsiasi colore: nero, blu, rosso… Nel mantello smoke il gene non Agouti è associato al gene “I” inibitore del colore che provoca depigmentazione e argentatura del pelo vicino alla radice. Ne risulta un mantello che presenta una stretta banda bianco-argento in prossimità della cute.

Shaded e chinchilla, invece sono mantelli Agouti, e secondo recenti teorie, presentano nel loro genotipo il gene “I” e i poligeni “widebanding genes”. “I” è responsabile della depigmentazione e dell’argentatura alla base del pelo mentre i poligeni “widebanding genes” (“undercoat with genes”) determinano l’ampiezza del sottopelo e agiscono in vario grado (low, medium, high) nel provocare l’allargamento della banda di colore chiaro nel pelo Agouti. Nel mantello shaded solo 1/3 del pelo è colorato mentre nel chinchilla la parte colorata rappresenta appena 1/8 del pelo.

Il Silver tabby altro non è che un gatto tigrato dove il gene “I” ha fatto sparire le bande di colore giallo-grigiastre rendendo il pelo bianco argento, in netto contrasto con le tigrature sovrastanti. Il golden è un gatto in cui il suo colore di base è color albicocca caldo e il tipping (punte colorate) è nero.


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Il mantello dei gatti: con la pezzatura bianca

Scritto da G. • Venerdì, 7 ottobre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

In natura i mantelli con la pezzatura bianca (mantelli bicolori e tricolori) sono molto diffusi. Le macchie bianche possono essere associate a un qualsiasi colore del mantello perché geneticamente vengono trasmesse in modo indipendente. Il gene responsabile delle macchie bianche è dominante e viene chiamato Piebald White Spotting (“S”).

Il bianco può essere associato ad un colore qualsiasi, si aggiunge “e bianco” al nome del colore del gatto così come un gatto nero diventa un gatto nero e bianco, un blue tabby diventa un blue tabby e bianco, ecc. L’espressione di questo gene è condizionata dai poligeni modificatori che possono ampliarne l’azione. Le macchie bianche si manifestano più intensamente se “S” è omozigote (SS) rispetto al suo stato eterozigote (Ss). Se è omozigote la percentuale di bianco sarà maggiore (mantello van SS) rispetto alla sua condizione eterozigote (mantello bicolore Ss). Per questo motivo si usa classificare questi mantelli in base alla percentuale di bianco presente. BICOLORE. Le macchie di bianco e di colore sono variabili, anche se generalmente è bicolore un gatto che presenta da 1/3 a 2/3 di bianco (Ss). ARLECCHINO.

Questo mantello rappresenta una delle più estese rappresentazioni del gene “S”. Il colore è limitato alla testa,alla coda e alle estremità. Questo mantello presenta 5/6 di bianco e 1/6 di colore solido (SS). VAN. E’ il mantello caratteristico del gatto turco in cui si nota la massima espressione del gene “S”, che si trova allo stato omozigote (SS). 


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Il mantello dei gatti: il Tabby

Scritto da G. • Lunedì, 3 ottobre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

I gatti tabby sono come una numerosissima famiglia in cui parentele, connessioni, matrimoni tra i vari colori possono essere eseguiti solo leggendo un fittissimo albero genealogico, tante sono le varietà fino ad oggi conosciute.

Il nome tabby deriva da Attabbi, un antico quartiere di Baghdad dove veniva prodotta una seta rigata chiamata taffettà. L’abbreviazione tabby è stata poi usata in tutto l’Occidente per indicare le rigature disegnate sul setoso mantello dei gatti. La pelliccia rigata, o tabby, è la più diffusa in natura grazie al suo notevole mimetismo.

Il motivo tabby consiste in tigrature abilmente disegnate sul colore di base del mantello generalmente chiamato Agouti (contraddistinto in genetica con la lettera A-). Questa speciale colorazione di fondo è dovuta al fatto che ogni singolo pelo non è un unico colore, ma presenta diverse bande giallo-grigiastre regolarmente alternate. Esistono quattro tipi di disegno tabby: il ticket tabby, o mantello abissino, dovuto al gene “Ta”, che presenta l’Agouti su tutto il mantello; il mackerel, o tigrè, di cui è responsabile il gene “T” e in cui il mantello presenta tigrature verticali sul corpo e sui fianchi ben nette e regolari; il disegno spotted, sempre dovuto al gene “T”, che si manifesta con piccole macchie regolari e ben distribuite (simili a tanti piccoli pois) sui fianchi;


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