I veri amici dell'uomo ...

Il cane consumatore

Scritto da G. • Mercoledì, 31 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Per quanto riguarda l’alimentazione il cane non è colui che acquista il prodotto. Per lungo tempo l’antenato del cane si è nutrito esclusivamente di interiora e carcasse, tranne quando cacciava la selvaggina: più raramente la sua dieta comprendeva erbe o bacche. Le specie animali di cui si cibava variavano a seconda della zona geografica e del clima. Divenuto fedele compagno dell’uomo, il cane ha imparato ad accettare altri alimenti oltre alla carne: cereali, legumi, verdure, senza che ciò alterasse sostanzialmente il suo modo di nutrirsi, che era basato sulla carne.

Nel corso dei secoli passati, l’alimentazione del cane è stata estremamente varia sia per gli ingredienti sia per le dosi somministrate. Il cane domestico rimane pur sempre un carnivoro , anche se l’evoluzione lo ha reso un animale quasi onnivoro. Il progresso della conoscenza in ambiti quali la zoologia, la nutrizione, la chimica ha permesso di stabilire con precisione il fabbisogno nutrizionale delle varie specie, dal momento che il benessere di ciascuna di essa passa anche attraverso una migliore comprensione delle sue necessità: oggi il padrone sceglie il cibo per il suo cane basandosi su criteri ben determinati e lo somministra secondo la propria esperienza.


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Il doping nel cane

Scritto da G. • Venerdì, 26 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Si sa che nello sport il raggiungimento degli obiettivi è assicurato da un corretto allenamento unito a un regime alimentare specifico. Di fatto, il padrone che nutre il suo cane con cibo ricco di proteine, lipidi, vitamine e Sali minerali gli consente di migliorare le sue capacità fisiche senza danni per l’organismo. Non è da biasimare chi prima di una prestazione impegnativa si procura del magnesio per contrastare i crampi, oppure somministra glucidi al cane durante una prova di resistenza; in questo caso si parla di misure preventive e non di frodi.

L’uso cumulativo di diverse sostanze nutritive come gli amminoacidi, gli acidi grassi, i minerali o le vitamine non è da condannare. Attenzione tuttavia alle combinazioni pericolose (effetti antagonisti) o agli eccessi (per esempio l’ipervitaminosi). Viceversa il padrone che vuole usare o già usa sostanze chimiche (medicine, ormoni ecc) senza il controllo del veterinario e senza ammetterlo apertamente dovrebbe almeno parlarne con uno specialista, in modo da non esporre il proprio cane a danni permanenti.


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L'alimentazione del cane sportivo

Scritto da G. • Lunedì, 22 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Appare ovvio che il cane da slitta non sarà nutrito come il cane di città che gioca due ore al giorno. Il fabbisogno varia con il variare del tipo di attività. Oltre allo sportivo semplice che pratica un’attività fisica superiore alla norma, inseriamo qui anche il cane da sport, addestrato in maniera specifica in vista di una gara oppure che pratica un’intensa attività fisica.

Gli sportivi estremi. Questa categoria comprende due razze: i levrieri e i cani da slitta. I cani che vivono in condizioni climatiche estreme e/o quelli che partecipano alle corse con la slitta vengono nutriti in maniera specifica, con un’alimentazione adeguata alle esigenze dei vari sport nordici. Esistono tre tipi di corsa: sulla breve, media e lunga distanza. Le corse del primo tipo sono basate sullo scatto, le altre due sulla resistenza. Ovviamente l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Entrambe necessita di porzioni altamente energetiche. Vediamo il tipo di dieta più adatta per i cani che appartengono a queste razze: - levrieri da corsa: 30% di proteine e 15% di materia grassa – cani da slitta 30% di proteine e 15% di materie grasse in caso di sforzi brevi o medi 20-25% in caso di sforzi prolungati.

Difficilmente un’alimentazione di tipo tradizionale potrà soddisfare bisogni così specifici per cui il padrone farà meglio a optare per il cibo già pronto altamente energetico e digeribile.

Anche il cane cacciatore ha bisogno di un’alimentazione adeguata. Durante una battuta di caccia, qualunque sia il clima, il cane fa ricorso a tutti i suoi sensi, è attento agli ordini del padrone, cerca di cogliere il minimo indizio della presenza di selvaggina, alterna scatti a momenti di assoluta immobilità.


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La lacrimazione patologica del cane

Scritto da G. • Martedì, 16 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Emergenze Cane

Nel cane la produzione di lacrime è continua, ma non dovrebbero fuoriuscire dagli occhi poiché normalmente vengono evacuate dai canali lacrimali e arrivano quindi alla punta del naso del cane attraverso le narici. Quando al momento della vostra ispezione abituale, notate una lacrimazione anomala che fuoriesce dagli occhi bisogna intervenire. Nel caso di lacrimazione trasparente, si tratta nella maggior parte dei casi di un’affezione dei canali lacrimali, frequente nei cani di piccola taglia. Quando si ha una lacrimazione purulenta è necessario consultare il veterinario.

L’apparato lacrimale è costituito dalle ghiandole lacrimali e dai canali lacrimali. Raramente si possono verificare delle infezioni, ma l’affezione più ricorrente è l’otturazione dei canali, specialmente in cani di piccola taglia: barboncino, yorkshire, ecc. Le lacrime non potendo scorrere normalmente attraverso il canale ostruito, scolano continuamente dall’angolo interno dell’occhio. Questa lacrimazione permanente porta a scolorare il pelo in prossimità dell’occhio. Una pulizia regolare permette di limitare questo fenomeno.

E’ anche possibile far praticare un intervento sotto anestesia per liberare i canali lacrimali. Le infezioni dei canali sono spesso dovute a una spighetta che è transitata attraverso l’angolo dell’occhio e si è fermata nel canale lacrimale provocandone l’infezione. Sul lato del muso si forma un rigonfiamento caldo e doloroso, accompagnato da una lacrimazione purulenta.


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Il parto difficile del gatto

Scritto da G. • Giovedì, 11 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

Può succedere che il parto di un gatto sia un po’ più complicato del normale. Se la gatta è una primipara, può avere bisogno del nostro aiuto sia durante il parto e sia per l’assistenza dei nuovi nati. Se il micino è ancora avvolto nelle membrane, strappatele per liberarlo subito, quindi accertatevi che le narici siano libere dal muco e strofinate tutto il corpo con un panno morbido e caldo. Se il micino appare freddo e debole, immergerlo in acqua calda a 38° circa, tenendogli la testa fuori dall’acqua, e poi asciugatelo per bene.

Se il micino respira bene ed emettere mugolii, potrete procedere alla rimozione del cordone ombelicale: legatelo con del sottile filo di cotone e recidetelo a circa 3 cm di distanza dall’ombelico. Assicurarsi che ogni gattino si attacchi presto al capezzolo della gatta per ricevere il colostro, il primo latte materno, ricco di anticorpi che lo proteggono da molte malattie. Il parto generalmente non presenta difficoltà però è importante rimanere all’erta e se necessario chiamare il veterinario.

Esso deve essere chiamato nel caso in cui:

- la gatta presenta doglie da più di 2 ore senza aver ancora espulso nessun micino;

- quando ha già dato alla luce dei gattini ma non manifesta più spinte da più di 2 ore pur presentando l’addome globoso;

- quando non ha più doglie dopo 6-8 ore dalle perdite di liquido colorato o di sangue.


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Lo Snowshoe

Scritto da G. • Lunedì, 1 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Razze feline

Questo gatto è nato dalla fusione di una mamma gatta Siamese e un gatto maschio American Shorthair bicolore. Dal padre ha ereditato la robustezza, la rusticità e la sottile furbizia essendo più un gatto di “strada”, dalla madre l’agilità,il fascino e l’eleganza. Lei gli ha lasciato inoltre i profondi occhi azzurri, la colorazione avorio del mantello e le punte scure, nere o blu. Il padre gli ha regalato la pezzatura bianca. Il colore del corpo dev’essere chiaro, con le punte, ben contrastate.Le macchie bianche sono confinate ai piedini, al muso (dove spesso da origine a una curiosa tendina) e all’addome. Soprattutto per il fatto che ha i piedini bianchi la sua scopritrice lo ha chiamato “scarpe di neve”.

E’ un gatto particolarmente affettuoso e dolce, buon cacciatore,curioso, robusto e vivace. Ama la vita all’aperto, ma adora la compagnia dell’uomo e ben si adatta alla convivenza con gli altri gatti. E’ molto loquace, ma la sua voce è tenera e melodiosa. E’ un adorabile gatto da compagnia, ideale per le persone sole e gli anziani, ma ben si adatta alla convivenza con i bambini.

Lo Snowshoe è un gatto sano e robusto, che non necessita di cure particolari.


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