I veri amici dell'uomo ...

Riepilogo tabellare alimentazione del cane

Scritto da G. • Giovedì, 28 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

FASE DI CRESCITA

LATTE MATERNO

SVEZZAMENTO

A 50% DEL PESO ADULTO

A 80% DEL PESO ADULTO

A 100% DEL PESO ADULTO

x 3

x 2

x 1,5

x 1,2

x 1

Fabbisogno energetico di crescita in Kcal al giorno (= fabbisogno energetico di base x N)

FABBISOGNO ENERGETICO DI CRESCITA STIMATO IN BASE ALL'ETA' E ALLA RAZZA IN KCAL AL GIORNO


Fino a 2 mesi

Fino a 4 mesi

Fino a 6 mesi

Fino a 12 mesi

Fino a 18 mesi

Cane di piccola taglia (circa 5 kg)

1.200

960

720

480

480

Cane di media taglia (circa 25 kg)

3.750

3.000

2.250

1.800

1.650

Cane di grossa taglia (circa 50 kg)

5.325

4.500

3.375

2.925

2.475

Cane di taglia molto grossa (circa 70 kg)

5.975

4.480

3.824

3.346

2.868

Dati indicativi


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L'alimentazione di un cane adulto e di un cane anziano

Scritto da G. • Lunedì, 25 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Al termine della crescita, il fabbisogno energetico dell’adulto rimarrà stabile sino alla soglia della vecchiaia (da 8 anni in poi). Partendo da queste porzioni, aumenterete o ridurrete la quantità degli ingredienti così da assicurare l’apporto nutritivo adeguato al grado di attività dell’animale. Nel cane anziano, l’igiene alimentare e le visite di controllo dal veterinario possono essere considerate le responsabili dell’allungamento della speranza di vita della popolazione canina, in Italia come in Europa.

A partire dai 7-8 anni di età, l’animale diventa più sedentario, si muove con più cautela e richiede maggiori attenzioni. Il suo fabbisogno energetico è diverso da quello del cane adulto nel pieno delle sue forze e l’alimentazione dev’essere modificata di conseguenza. In genere, si valuta che fale fabbisogno energetico cali almeno del 10% rispetto all’età adulta. Bisogna studiare un’alimentazione con un tenore adeguato di proteine (tra il 25 e il 30%) e lipidi (tra il 10 e il 15%), e un apporto più elevato di fibre, allo scopo di favorire il lavoro dell’intestino che con il tempo tende ad impigrirsi.


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L'alimentazione corretta per un cucciolo di cane

Scritto da G. • Giovedì, 21 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Il primo cibo del cucciolo è rappresentato dal latte materno. I primi due giorni succhia il colostro, un latte lievemente giallastro molto ricco e più concentrato rispetto al latte normale. Questo liquido particolare fornisce al cucciolo una temporanea protezione immunitaria finchè lui stesso non svilupperà i propri anticorpi. In seguito, il cucciolo si nutre di un latte concentrato e altamente energetico fino allo svezzamento che, a seconda della razza e dello stato di salute del soggetto, avviene tra le sei settimane e i due mesi.

Ci sono casi in cui è necessario occuparsi del cucciolo: in tal caso, bisognerà ricorrere a un latte artificiale adatto all’età e alla razza del cucciolo. Questo latte è in polvere e dev’essere reidratato prima dell’uso. Lo svezzamento deve essere completato verso le otto settimane. A quest’età, bisogna soddisfare il fabbisogno qualitativo e quantitativo di proteine, amminoacidi, vitamine e minerali, poiché la carenza di uno di questi elementi ne comprometterebbe la crescita. L’apporto energetico è essenzialmente di origine lipidica. E’ evidente che la valutazione del fabbisogno si rivela più facile per un cucciolo di razza (parametri di crescita costanti), del quale è possibile conoscere in anticipo la taglia e il peso che raggiungerà da adulto.


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L'alimentazione in base alle età del cane

Scritto da G. • Lunedì, 18 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Ogni età ha il proprio fabbisogno che bisogna cercare di rispettare nel limite del possibile. Tuttavia sono pochi i padroni che si pongono il problema nel momento in cui nutrono il loro cane, sia perchè sono convinti di agire correttamente, sia perché si fidano del cibo pronto che usano abitualmente.

Allorché l’alimentazione di un cane si rivela inadeguata, si può tentare di correre ai ripari mettendo l’animale “a dieta”. Bisogna rivedere sia la quantità e sia la composizione della porzione di cibo, in modo da far coincidere fabbisogno energetico e fabbisogno nutrizionale. Qualunche sia il motivo che spinge il padrone a modificare il regime alimentare del cane, sarà sempre meglio consultare il veterinario in modo da essere consigliati correttamente.


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Le allergie e le intossicazioni alimentari nei cani

Scritto da G. • Giovedì, 14 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Capita che alcuni animali reagiscano a determinate sostanze: il lattosio (lo zucchero contenuto nel latte), il glutine (proteina presente in alcuni cereali), le uova, la frutta molto acida. L’organismo disturbato reagirà mostrando sintomi quali diarrea, vomito o prurito. Se si conosce quale sostanza provoca l’allergia, basterà eliminarla dall’alimentazione del cane, cercando di sostituirla con un cibo equivalente per evitare squilibri. Nel caso in cui non sia stato possibile identificare il fattore allergizzante, il padrone opterà per un alimento dietetico adatto al problema oppure per una dieta “ipoallergenica”, dalla quale siano state eliminate tutte le sostanze suscettibili di provocare una crisi.

INTOSSICAZIONI ALIMENTARI NEI CANI

Le intossicazioni alimentari possono essere di due tipi: da liquidi e da solidi

- Da liquidi. In caso di enteriti, disturbi gastrici dolorosi o diarree improvvise, la causa potrebbe essere una contaminazione della rete idrica. Trattandosi della salute pubblica, in genere le autorità provvedono rapidamente a risolvere il problema, sconsigliando nel frattempo l’uso dell’acqua momentaneamente contaminata. Esiste un altro potenziale pericolo, che deriva dal piombo con il quale sono costruiti i vecchi tubi. Ormai sono ben noti gli effetti che questo metallo pesante ha sull’organismo. Il cane è maggiormente esposto a un’intossicazione da piombo poiché beve solo acqua di rubinetto.



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L'alimentazione nel cane nervoso e nel soggetto dinamico

Scritto da G. • Lunedì, 11 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Se il cane dispone di uno spazio sufficiente per muoversi a suo agio, ne approfitterà per scaricare il surplus di energia, in genere “pattugliando” un determinato percorso. Può essere un modo per compensare l’angoscia provocata dalla solitudine.

Il soggetto che non può sfogarsi con il movimento risulterà più stressante, poiché concentrerà la sua attenzione su ciò che lo circonda: si agiterà per un nonnulla e magari abbaierà per ore. Il dispendio di energie può essere notevole e l’alimentazione richiede dunque un surplus calorico del 20%.

IL SOGGETTO DINAMICO

Questa categoria comprende varie tipologie: per esempio vi rientrano quei cani che da soli fanno la guardia a un deposito per ore, oppure quelli a cui il padrone offre un’ora di svago sottoforma di lunghe passeggiate, corse o giochi vari.


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L'alimentazione nel cane convalescente e nel cane attivo

Scritto da G. • Giovedì, 7 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

ALIMENTAZIONE NEL CANE CONVALESCENTE

Dopo un intervento chirurgico o una malattia che l’ha debilitato, si tende a mettere il cane a dieta, che tuttavia non va confusa con il digiuno. Si raccomanda una riduzione dell’acqua dopo un’operazione o in caso di diarree persistenti, affinché il cane non assuma troppi liquidi (con conseguente rischio di diarrea o vomito). Poi, l’acqua verrà poco a poco reintrodotta nella dieta del cane, con parsimonia i primi giorni, poi in quantità normale.

L’animale non potrà tornare in piena forma senza un adeguato apporto d’acqua, che però dev’essere adatta al consumo. Un cane operato, soprattutto all’addome, ha bisogno di un po’ di tempo per riadattarsi; durante i primi giorni di convalescenza, gli somministrerete tante piccole porzioni a intervalli regolari, poiché in questo modo gli alimenti conserveranno la loro freschezza. Se l’animale non riesce a nutrirsi da solo, somministrategli il cibo sotto forma di pappa.

ALIMENTAZIONE NEL CANE ATTIVO

Queste indicazioni si applicano ad alcuni tipi di cani, ma valgono anche per numerose attività fisiche. Il fabbisogno varia a seconda della razza, dell’intensità dello sforzo e delle condizioni esterne (clima, ambiente, ecc) Il padrone che predilige l’alimentazione tradizionale potrà riferirsi ai seguenti dati:



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L'alimentazione durante la riproduzione del cane

Scritto da G. • Lunedì, 4 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Il maschio.

A meno che non si tratti di un riproduttore in un allevamento professionale o di un campione assai richiesto, il maschio nutrito in maniera equilibrata non ha bisogno di un supplemento calorico specifico. Tuttavia, la carenza di alcune sostanze nutritive (per esempio proteine, vitamina A, L-carnitina) può provocare delle dèfaillance oppure un calo di fertilità.

La femmina.

La cagna gestante: la gravidanza dura circa 63 giorni, ma tra il 50° giorno di gestazione e il momento della nascita, i piccoli aumentano dal 30 al 100% del loro peso! Il fabbisogno energetico della femmina aumenta dunque solo dopo la sesta settimana: a partire da questo momento, bisognerà fornirle percentuali maggiori di proteine (+10%), vitamine e minerali. Il padrone che privilegia gli alimenti secchi si orienterà verso quelli di categoria alta; in questo caso, non commetterà l’errore di somministrare un integratore che sia al tempo stesso minerale e vitaminico.

La cagna che allatta: dopo il parto, di solito la femmina allatta i suoi cuccioli. L’alimentazione sarà adeguata alle fasi di crescita dei piccoli, mentre il fabbisogno energetico della madre aumenterà fino al punto da triplicarsi tre settimane dopo il parto. Un’alimentazione secca specifica per cagne che allattano soddisferà il fabbisogno quantitativo e qualitativo della madre.


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