I veri amici dell'uomo ...

Vitamine per il gatto

Scritto da G. • Venerdì, 29 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Una dieta bilanciata deve contenere tutte le vitamine essenziali. Queste sostanze non sono utilizzate dall’organismo a scopo energetico o strutturale. Hanno funzioni differenti le une dalle altre, ma il loro compito principale è quello di promuovere e regolare un’ampia varietà di processi fisiologici.

Le vitamine essenziali sono contenute in alcuni alimenti: il fegato e il tuorlo d’uovo sono ricchi di vitamina A, la vitamina B è presente nelle uova, nel fegato, nei cereali, nel latte; la vitamina D si trova nell’olio di fegato di merluzzo e nei grassi animali. Il gatto dipende completamente dall’alimentazione per quanto riguarda l’apporto di vitamina A, che deve assumere già formata perché riesce a sintetizzarla a partire dalla provitamina, il beta-carotene. Il gatto non è neppure in grado di sintetizzare la vitamina B6 (piridossina) e la niacina. Queste vitamine, contenute negli alimenti di origine animale, sono essenziali nel regime alimentare del gatto e particolarmente necessarie durante la lattazione e gli stati febbrili. La vitamina C non è da ritenersi essenziale per il gatto perché la sua produzione è endogena, cioè è lo stesso organismo a sintetizzarla.

La somministrazione prolungata di pesce crudo (che contiene la tiaminasi, un enzima che distrugge questa vitamina) potrebbe causare la deficienza di vitamina B1, o tiamina, con conseguenti gravi ripercussioni a carico del sistema nervoso. Le vitamine devono entrare nella razione in quantità adeguate: tanto la carenza che l’eccesso di uno o più di questi elementi possono provocare fastidiose patologie.


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Alimenti freschi o preconfezionati per gatti - 2° parte

Scritto da G. • Mercoledì, 27 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

E’ bene non fornire solo carne o pesce: poiché la componente proteica, da sola, non è sufficiente a soddisfare i fabbisogni del gatto, è necessario integrare sempre questo tipo di alimentazione con la giusta dose di carboidrati, fibra e grassi. Sono assolutamente da evitare gli insaccati. Per il gatto, il latte non è soltanto una bevanda ma un vero e proprio alimento. La sua digestione, però, è condizionata dalla presenza di un enzima, la lattasi, indotto dalla sua assunzione.

E’ necessario, le prime volte, somministrare il latte in piccole quantità giornaliere e aumentare progressivamente. Questo permetterà la graduale produzione degli enzimi atti alla sua digestione ed eviterà fastidiose diarree. In conclusione è facile capire che, indipendentemente dal tipo di dieta adottata, questa deve essere perfettamente bilanciata. 


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Alimenti freschi o preconfezionati per gatti - 1° parte

Scritto da G. • Lunedì, 25 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

I proprietari possono scegliere di nutrire i propri gatti con alimenti freschi o già confezionati. Esistono in commercio diete preconfezionate di vari livelli di qualità. Il veterinario è un’ottima guida nella scelta degli alimenti maggiormente bilanciati e completi da un punto di vista nutrizionale. E’ inoltre un prezioso consigliere nella valutazione della dieta più corretta per ogni singolo soggetto. Il fabbisogno delle diverse sostanze nutritive cambia secondo l’età dell’animale: un gatto giovane non si alimenterà con il cibo adatto a un gatto adulto; un anziano, un obeso o un soggetto affetto da patologie avranno esigenze nutritive diverse secondo le loro necessità.

Gli alimenti in commercio sono in forma umida o secca e, spesso, di uno stesso prodotto sono disponibili entrambe le formulazioni. In questi casi è possibile alternare indifferentemente le scatolette ai croccantini. I vantaggi nella scelta dei prodotti commerciali consistono in un corretto bilanciamento di sostanze nutritive e, in secondo luogo, nella comodità d’impiego. Se non si vuole rinunciare a gratificare il gatto con qualche pasto casalingo, è possibile due o tre volte la settimana variare la dieta con carne rigorosamente cotta (di pollo, tacchino, manzo, agnello, ai ferri o bollita e finemente spezzettata), alla quale è possibile aggiungere verdure cotte (carote, piselli o erbette), pasta (in piccole quantità e molto cotta). Per stimolare l’appetito di un gatto un po’ “difficile” si può offrire del pesce bollito, come per esempio il merluzzo, o pesce in scatola (sardine, sgombri, aringhe e tonno). 


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L'alimentazione di un gatto

Scritto da G. • Sabato, 23 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

In natura, l'alimentazione fondamentale del gatto e costituite da roditori o altre piccole prede. Anche il gatto di casa necessita di proteine di origine animale e grassi come principi nutritivi essenziali, ma sono ugualmente digeribili cereali, frutta e verdura, mentre l'amido contenuto in pasta e riso, soprattutto se poco cotto, può risultare indigesto. Inoltre il gatto e un animale molto abitudinario sia nei gusti sia nella digestione e mal tollera i bruschi cambiamenti di cibo. Molti proprietari, era veramente convinti che l'animale si annoi mangiando lo stesso cibo, gli cambiano spesso l'alimentazione provocandogli fastidiosi problemi intestinali. Alcuni gatti usano fare due o tre pasti abbondanti al giorno, altri preferiscono piccoli passi ripartiti nella giornata.

Se l'alimento e secco può essere lasciato disposizione dell'animale, se invece e umido, è preferibile somministrarlo a orari regolari per evitare che si deteriori e che possa tirare insetti. Uno degli errori più frequenti e quello di alimentare il gatto a ogni sua richiesta. La somministrazione di razioni alimentari squilibrata e ho un decisivo apporto calorico rispetto il fabbisogno sono la causa più frequente del sovrappeso del gatto di casa, se a tutto questo si associa la normale riduzione dell'attività fisica conseguente alla vita d'appartamento, la somministrazione di cibo ad alto contenuto calorico proveniente dalla tavola e vari fattori predisponente, come l'età e la sterilizzazione, si capisce perché l'obesità, con i suoi disturbi di salute stessa correlati, sia uno dei problemi più diffusi. Inoltre non bisogna aumentare le dosi se notiamo che il gatto cottura piccoli animali o uccellini. Questo atteggiamento non è dettato dalla fame, ma è una manifestazione dell'istinto predatorio profondamente radicato nella specie.


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Gli arti del gatto

Scritto da G. • Venerdì, 22 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del gatto

Le ossa delle zampe sono simili a quelle dell'uomo e, come quasi tutti mammiferi, la lunghezza di vari segmenti della zampa decresce con l'aumentare della loro distanza dal tronco, così il femore e più lungo della tibia e la quale il più lunga del piede.

Essendo un predatore adatto all'inseguimento e quindi alla corsa, il gatto ha i piedi che si allungano mentre al contrario le ossa vicino al tronco si accorciano. Il gatto è un animale digitigrado ( il peso del corpo viene sostenuto soltanto dall'estremità delle dita ), a differenza di molti altri carnivori che sono invece plantigradi ( il peso del corpo viene sopportato da diversi gruppi di ossa quali per esempio falangi e metacarpo ).

Le ossa del piede del gatto possono sopportare sia le forze tutto l'accelerazione in corsa, sia quelle causate dall'impatto con il suolo dopo un salto; questo anche grazie legalmenti particolarmente robusti. Il piede del gatto e inoltre fornito di uno strato di tessuto cutaneo duro e resistente che ricopre il cuscinetto connettivo. Questo gli permette di assorbire i corpi e rende le dita particolarmente compatte, consentendogli, per esempio, una frenata brusca durante la corsa.


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Quando il gatto batte i denti....

Scritto da G. • Lunedì, 18 aprile 2011

Perchè i gatti battono i denti?

Non preoccupatevi, non è per il freddo; e piuttosto per il cosiddetto " riflesso del cacciatore frustrato ": se il vostro gatto vede una preda potenziale, ma non è in grado di raggiungerla, allora batteva i denti emettendo un leggero miagolio. Si può osservare spesso questo comportamento nei gatti seduti davanti alla finestra, che vedono in lontananza un piccione, un topo, una lucertola...


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Gioco e razze

Scritto da G. • Lunedì, 4 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Esistono razze più propensa gioco di altre? Talune, come il boxer, sono considerate più giocherellone.

Ma sono più giocherellone o più eccitate? In generale vi sono razze più esuberanti che tendono a esprimersi più facilmente attraverso il gioco e che spesso sono sprovviste di aggressività. Infatti, una razza definita aggressiva non può giocare facilmente perché i giochi di combattimento non restano tali a lungo.

Le razze giocherellone sanno, comunque, riconoscersi fra loro. Sono stati condotti degli esperimenti con beagle e fox terrier allevati insieme. È risultato che i primi mostrano di essere molto giocherelloni e i secondi piuttosto aggressivi. I beagle vanno cercare la compagnia di dei beagle ed evitano i fox terrier.


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L'importanza del padrone nel gioco

Scritto da G. • Venerdì, 1 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cure del cane

Ciò che determina la disponibilità al gioco di un cucciolo non è soltanto la razza, ma le sue equilibrio mentale, che dipende anche dalle condizioni di allevamento e dell'ambiente in cui vive. E molto importante che il padrone sappia giocare con il suo cane.

Abbiamo insistito sull'importanza delle sedute di gioco del cucciolo con i suoi con specifici e con il padrone perché possa sviluppare delle normali relazioni sociali.


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