
Il contatto con l'uomo, l'offerta di cibo le continue manipolazioni, soprattutto tra la seconda e la settima settimana di vita, rendono il gattino particolarmente fiducioso e socievole. E' infatti risaputo che i cuccioli che sviluppano da subito un buon rapporto con l'uomo saranno adulti sereni e sicuri di sè. Eppure il confine tra un gatto di casa e un gatto semiselvatico è piuttosto sottile.
E' sufficiente che il gatto cresca isolato, che la madre nasconda i cuccioli fino a quando non sono perfettamente autosufficienti, che il gattino non possa identificare l'uomo come un fornitore di cibo e di piacevoli attenzioni, che non sia abituato alle sue carezze, per rimanere per tutta la vita un solitario, un po' diffidente, se non, addirittura, aggressivo per paura. La domesticazione non ha soltanto favorito il rapporto con l'uomo, ma ha permesso ancheuna buona socializzazione tra i gatti.

E' noto, infatti, come il gatto non ami la vita di gruppo, le gerarchie, la convivenza forzata con altri animali; eppure, sappiamo altrettanto bene che esistono comunità di gatti perfettamente organizzate in cui il tasso di aggressività tra i diversi soggetti è addirittura irrilevante.
Questi gatti, nutriti e curati dall'uomo, non hanno più motivo di competere tra loro per sfamarsi, al punto che non solo dormono nella stessa cuccia, ma è anche possibile vedere madri che non esitano a scambiarsi i cuccioli. Il gatto di casa, grazie alla presenza costante di cibo, non è motivato a portare a termine i suoi rituali di caccia, a girovagare per soddisfare sui bisogni quotidiani. Non avendo queste preoccupazioni è tranquillo e sereno, non teme l'uomo, anzi, lo considera come un enorme gattone, una mamma perfettamente in grado di risolvergli tutti i problemi, di occuparsi di lui e delle sue necessità.